Satispay sbarca all’estero: accordo con Auchan in Lussemburgo

Primo accordo internazionale per la startup italiana dei pagamenti via smartphone. Oggi in Italia un milione di utenti attivi. Prossimo obiettivo: la Germania

Un pagamento con telefonino via SatispayUn pagamento con telefonino via Satispay

Satispay firma il suo primo contratto all’estero. La startup italiana del fintech è stata arruolata in Lussemburgo dalla catena francese di supermercati Auchan per gestire i pagamenti via smartphone di alcuni tipi di spesa. A sette anni dalla fondazione il gruppo, guidato dall’amministratore delegato Alberto Dalmasso, pianta così la prima, ambita bandierina fuori dai confini italiani.

L’obiettivo di sbarcare all’estero era nei piani della startup dal 2017, quando la raccolta del terzo ciclo di investimenti ha portato in dote 18,3 milioni di euro, sei più del previsto (attualmente si attesta a 42 milioni), utilizzati, tra gli altri scopi, anche per crescere fuori dall’Italia. In Germania, in primis, “il mercato più grande in Europa”, ricorda Dalmasso, a cui si è aggiunto in Lussemburgo. Nel Granducato Satispay ha un team, ha trasferito dal Regno Unito a causa della Brexit la controllata Satispay Europa Sa, che ha la licenza di istituto di pagamento nel vecchio continente, e per Dalmasso lo staterello è “una palestra per la Francia”.

Satispay sul sito di Auchan in LussemburgoSatispay sul sito di Auchan in Lussemburgo

Il primo accordo internazionale

Senza che Auchan fosse già cliente della startup in Italia, Satispay ha ottenuto la commessa in Lussemburgo. “Questa è la nostra prima partnership internazionale”, rimarca Dalmasso. Al momento l’azienda copre per la catena della grande distribuzione, che nel Granducato ha dieci punti vendita, un progetto specifico.

È necessario un account sulla piattaforma di pagamenti via smartphone per accedere al servizio Le paniers, che da lunedì 20 aprile consente di ordinare online dei pacchetti di prodotti predefiniti per realizzare specifiche ricette in due supermercati della capitale, quello di Kirchberg e quello di Cloche d’or, ritirarli sul posto o farseli recapitare a casa. Nel caso dell’accordo con Auchan, per esempio, quando l’addetto alla spesa ha completato la raccolta dei prodotti, invia il conto all’utente Satispay, che salda prima del ritiro o del recapito a domicilio.

Il Granducato ha avviato una lenta riapertura delle attività, tuttavia sono ancora in corso misure di distanziamento sociale per contrastare il contagio da coronavirus, che conta al momento della scrittura di questo articolo 3.618 casi positivi (fonte: ministero della Salute). E in questo scenario, un sistema di pagamenti digitali che non prevede il contatto, nemmeno tra lo smartphone e un lettore come il pos, risponde meglio di altri agli indirizzi delle autorità sanitarie.

Alberto Dalmasso, cofondatore di Satispay

Lo sviluppo di Satispay

Anziché rallentare ricerca e sviluppo della startup, l’impatto del coronavirus li ha accelerati. Per esempio, dall’inizio di aprile i negozianti italiani che usano Satispay possono ricevere gli ordini via smartphone, richiedere e accettare i pagamenti e snellire così le consegne a domicilio o sul posto (progetto Consegna e ritiro, a cui il servizio in Lussemburgo si ispira). Nella prospettiva di proseguire con forme di distanziamento sociale anche nei prossimi mesi, sistemi come questo permettono di snellire code e ritiri in negozio.

La startup, che ha superato il milione di utenti attivi in Italia, nel 2019 ha transato pagamenti totali per 323 milioni di euro (+110% rispetto al 2018), tra scontrini della spesa, ricariche telefoniche, bollo auto e versamenti agli uffici pubblici. Satispay arruola ormai cento dipendenti e, tra i clienti in Italia, aziende del peso di Esselunga, Benetton, Total Erg, Arcaplanet, Coop, Pam, Yamamay, Brico, Grom e Old Wild West.

Satispay è accettato anche all'EsselungaSatispay è accettato anche all’Esselunga

L’andamento dei pagamenti digitalia in Italia

Secondo l’Osservatorio innovative payments del Politecnico di Milano, in Italia crescono le transazioni senza l’uso di contanti e sempre più per le spese quotidiane: 270 miliardi nel 2019, +11% rispetto all’anno precedente e con un scontrino medio inferiore, intorno ai 53,7 euro. In particolare, spiega il direttore dell’osservatorio, Valeria Portale, aumenta il segmento contactless: “Lo scontrino medio di 42 euro, in diminuzione rispetto ai 45 euro dello scorso anno, dimostra che la crescita del contactless non è solo una cannibalizzazione dei pagamenti con carta tradizionali, ma anche una sostituzione dei pagamenti di minore importo, solitamente effettuati in contante”.

Triplicano gli italiani che pagano via smartphone in negozio: 3 milioni nel 2019 per spese complessive per 1,83 miliardi. In questo settore c’è la nicchia dei sistemi non Nfc (near-field communication), la trasmissione di prossimità usata, per esempio, dai borsellini che smaterializzano la carta di credito (come Samsung pay o Apple pay), dove Satispay regna sovrano: sue tre operazioni su quattro. Un ruolo da protagonista che ora la startup vuole esportare in Europa. Prossima tappa: la Germania.

Fonte : Wired