Jessica Alba, il rifiuto del nudo dietro lo stop alla carriera?

Jessica Alba non ha mai avuto un buon rapporto con le scene di nudo: l’attrice ha sempre voluto mantenere nei suoi contratti una clausola che non contemplasse scene simili, intimorita dall’idea di venir bollata come l’ennesima diva sexy a sfavore delle sue effettive capacità recitative.

Lo sanno bene tutti i registi che le proposero di apparire nuda nei loro film (su tutti Robert Rodriguez e Frank Miller per Sin City) soprattutto nell’arco dei primi dieci anni del 2000, durante i quali l’attrice veniva costantemente inserita nelle primissime posizioni di tutte le classifiche riguardanti le donne più desiderate al mondo.

Posizione, quella di Alba, che nel corso degli anni si è ulteriormente indurita: proprio l’ex-Donna Invisibile de I Fantastici 4 dichiarò qualche tempo fa di non voler più accettare ruoli di personaggi ritenuti eccessivamente sexy, allo scopo di non aderire ulteriormente ad uno stereotipo che cominciava a starle stretta.

La domanda che sorge, dunque, è: possibile che ci sia proprio questo atteggiamento dietro l’arenarsi della carriera di Jessica Alba? L’attrice, in effetti, non appare in grandi produzioni da un bel po’ (l’ultimo film commercialmente degno di nota è Mechanic: Resurrection del 2016, comunque non un trionfo) e il sospetto è che, a differenza di quanto accaduto sin dai primi passi delle carriere di attrici della sua stessa generazione (pensiamo, ad esempio, a Scarlett Johansson o Natalie Portman), Hollywood non abbia mai cominciato a guardare alla star di Trappola in Fondo al Mare come ad una su cui puntare per le sue capacità e non solo per l’aspetto fisico.

Cosa ne pensate? Credete davvero che il suo fermo rifiuto a certi ruoli abbia penalizzato la carriera di Jessica Alba? E, soprattutto, credete che il suo talento attoriale giustificasse l’offrirle altri tipi di opportunità? Va detto, comunque, che Alba ha già dimostrato di sapersi rimboccare le maniche e percorrere strade di successo anche al di fuori del mondo del cinema: dal 2012 l’attrice gestisce con ottimi risultati la The Honest Company, con la quale ha anche effettuato una cospicua donazione alle famiglie colpite dal coronavirus.

Fonte : Everyeye