Telegram, attivo il canale ufficiale del Ministero della Salute

Il sito e i canali social del Ministero della Salute sono sempre attivi, soprattutto in questo periodo, per fornire comunicazioni ufficiali e certificate e per sgombrare il campo dalle numerose fake news che circolano. Ma da qualche giorno c’è un ulteriore spazio, in cui gli esperti comunicano con le persone: si tratta del canale di Telegram, app di messaggistica istantanea, in cui è comparso uno spazio verificato dalla classica spunta blu che segnala i canali ufficiali sulle piattaforme social, attraverso il quale proprio il Ministero veicola tutti i propri contenuti.

Le informazioni fornite

Sono attualmente poco più di 11mila gli utenti che si sono uniti al canale, in cui quotidianamente vengono riportati i dati ufficiali dei bollettini diramati dalla Protezione Civile riguardanti l’emergenza coronavirus con i dati sempre aggiornati. Vengono postati tutti i vademecum che gli esperti stilano e pubblicano sul sito del Ministero, da quelli per il corretto uso delle mascherine, dei detergenti a quelli per seguire stili di vita sani nonostante la permanenza forzata in casa. Sono segnalati numeri utili da contattare in caso di necessità, le dichiarazioni del ministro Roberto Speranza, gli eventuali aggiornamenti sulla ricerca che gli specialisti stanno portando avanti alla ricerca del vaccino: insomma tutto ciò che quotidianamente c’è da sapere, da fonti assolutamente attendibili e certificate.

Cos’è Telegram

Telegram, come detto, è un’applicazione di messaggistica istantanea che permette anche chat di gruppo, simile a WhatsApp o a Signal, quest’ultima considerata tra le più sicure di tutte perché utilizza un sistema di crittografia end to end: vuol dire cioè che soltanto le persone che partecipano ad una conversazione possono decifrare i messaggi scambiati. Nessuna interferenza esterna, in teoria, a meno che qualcuno non entri in possesso di un device. La differenza la fa il software open source: tutti lo possono ispezionare. Telegram, sin dalla sua nascita, ha posto l’accento sulla privacy e sulle conversazioni di gruppo. WhatsApp ha reagito introducendo la crittografia ent-to-end (che rende la conversazione accessibile solo a chi vi partecipa) e ha reso i gruppi sempre più complessi (dando maggiori poteri agli amministratori, rendendo più semplice seguire la conversazione). Il software di Telegram sfrutta una propria cifratura e, secondo alcuni esperti, non sarebbe però tra le più sicure in assoluto.

Cosa consente l’app

Telegram è nato nel 2013 in Russia, da un’idea dei fratelli Pavel e Nikolai Durov, come applicazione rilasciata inizialmente per dispositivi iOS, ma oggi utilizzabile anche su dispositivi Android, Windows Phone e su PC, da browser o tramite l’App desktop per Windows. Gli sviluppatori l’hanno definita un misto tra una chat di messaggistica istantanea ed un’e-mail: una volta che ci sarà registrati, aggiungendo i propri dati ed il numero di telefono, si possono inviare immagini, video, audio e gif, oltre a file anche di grandi dimensioni ad amici o parenti. Una funzionalità attiva, alternativa alle normali chat, è quella della chat segreta che ha le stesse funzionalità di una normale conversazione, senza però permettere che venga mostrato il proprio numero di telefono. Inoltre ed è il caso del Ministero della Salute, Telegram consente di avere un vero e proprio canale di trasmissione, che può avere un numero illimitato di membri e può essere sia privato che pubblico. Questo può essere utilizzato come una sorta di newsletter in cui solo il creatore del canale può scrivere in chat ed i membri che ne fanno parte possono solo leggere o visionare i contenuti, senza poter però comunicare.  

Signal, WhatsApp, Telegram: quale app...

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Fonte : Sky Tg24