Piero Angela, gli auguri al suo Alberto: “L’ho chiamato all’ora in cui è nato. Ormai è un’altra persona”

Alberto Angela ha compiuto 58 anni l’8 aprile e gli auguri di suo padre Piero, se non sono stati i primi, sono stati senza dubbio i più speciali. A raccontarlo è stato proprio il noto divulgatore scientifico, che di anni ne ha compiuti 91 a dicembre, in collegamento con i Lunatici su Rai Radio2: “Gli ho fatto gli auguri, l’ho chiamato all’ora in cui è nato, alle 9.24. Ormai è un’altra persona, lavoriamo in modo indipendente, vedo i suoi programmi in onda, alle volte neanche mi dice quando li fa. All’inizio abbiamo avuto un rapporto più stretto di collaborazione. Lui ormai ha i suoi anni. Ne ha compiuti 58. Inizia ad essere un vecchietto anche lui”.

Piero Angela ha poi parlato della sua quarantena: “La sto trascorrendo un po’ come tutti, recluso in casa. Però esiste il telefono, il computer, le e-mail. Tutti strumenti preziosissimi. Il telefono Skype è quello della regina di Biancaneve. Quando la regina chiedeva allo specchio chi fosse la più bella del reame e lo specchio rispondeva che era sempre Biancaneve. Ma quella era una cosa immaginaria. Oggi invece quello specchio lì ce lo abbiamo in mano. Parliamo a distanza guardando le persone. Le distanze sono annullate. Io lavoro, faccio riunioni in questo modo. Come tutti. Questa tecnologia attenua molto l’isolamento. Però poi naturalmente rimane molto spazio, perché non tutto si può fare. E allora anche i novantenni come me, pur essendo sempre attivi, hanno comunque molto tempo. Io ad esempio cerco di mettere a posto montagne di carte accumulate. Mi spavento ogni volta che lo devo fare. Vale anche per i libri che non so più dove mettere. Dovrei fare una cernita”.

Un ruolo importante lo gioca la musica, ma non solo in queste settimane di reclusione forzata. L’amore per la musica è nato quando era bambino: “Io suono il pianoforte dall’età di sette anni. E’ evidente che è un compagno di vita. E’ un secondo matrimonio. Anzi il primo mio matrimonio è stato con la musica. Poi ho avuto la malaugurata idea di dire che ho voglia di fare un disco, ed è vero, ed allora mi chiamano dalle case discografiche. Probabilmente, però, non lo farò mai. Sono troppo perfezionista. C’è stato un periodo in cui studiavo molto il pianoforte e sarei stato in grado di farlo. Una registrazione ce l’ho. Roba degli anni ’50. Ero molto bravo tecnicamente. Ora suono molto saltuariamente. Però sto migliorando. In questo mese di reclusione ho ricominciato a suonarlo e funziona. Spero veramente, anche perché se non lo faccio adesso non so quando lo potrò fare”.

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Piero Angela: “Questa pandemia finirà, il timore è per l’economia”

Sul futuro: “Il timore è l’economia. Perché questa epidemia finirà prima o poi. Ci sono i primi segnali. Per fortuna abbiamo anche dei sistemi di prevenzione che una volta non c’erano. Come questo distanziamento sociale così rigoroso. Bisogna vedere quando e come ripartirà l’economia. Questo è stato un trauma fortissimo. Il problema è bilanciare la sicurezza per evitare ulteriori ondate di contagi e la necessità di riprendere attività che non possono stare ferme più di tanto. Come cambieremo noi? E’ un po’come dopo gli incidenti stradali. Quando vai in macchina, passi davanti a un incidente e ti spaventi. Nei chilometri seguenti vai molto prudente e rallenti. Poi dopo un po’ torni a premere sull’acceleratore. Io penso che non cambierà niente. Se non per la crisi economica. Bisogna vedere quanto durerà. Se qualche settimana è come andare in vacanza. Qualche mese no…”.

Fonte : Today