La Pasqua dei bambini ai tempi del Coronavirus: “Case piene di lavoretti e poesia recitata su Whatsapp”

Giovedì 9 aprile. Da calendario, primo giorno di “Vacanze Pasquali”, ma le scuole sono ormai chiuse da oltre un mese e per i bambini, le famiglie e gli insegnanti questa sarà una Pasqua completamente diversa.

Già qualche settimana prima delle festività pasquali, solitamente, insegnanti ed educatrici di asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie iniziano la preparazione alla Pasqua, con storie, schede, filmati, lavoretti, poesie. Tutti progetti che il Coronavirus non è riuscito a bloccare, ma che si sono eccezionalmente trasferiti sul web, tramite piattaforme realizzate ad hoc per la didattica a distanza, o tramite i siti delle scuole e le app di messaggistica più conosciute.

Coronavirus e scuole chiuse: insegnanti e genitori fanno rete

Insegnanti e genitori, dunque, in questo mese di chiusura delle scuole, si sono ritrovati uniti, anche se distanti, per far vivere nel miglior modo possibile questa Pasqua ai più piccoli. A raccontarlo a Romatoday sono proprio coloro che hanno vissuto in prima persona questa anomala preparazione alla Pasqua. 

Una modalità nuova di fare scuola, una scuola in casa, dove spesso gli insegnanti restano protagonisti della didattica, gestendo video lezioni, in situazioni assolutamente inconsuete, o, altre volte, “istruiscono” i genitori su cosa fare e come farlo al meglio per aiutare i bambini. 

Didattica a distanza anche in nidi e scuole dell’infanzia della Capitale

“La didattica a distanza ha avuto due fasi – racconta a Romatoday la maestra di una scuola elementare alla periferia di Roma – la prima è stata quella di maggiore difficoltà, per i bambini ma anche per noi maestre. Difficile dover riorganizzare tutto da un giorno all’altro. Inizialmente questa didattica è stata più che altro una rassicurazione, un modo per mantenere con i bambini un contatto, per far sentire loro la presenza dell’insegnante. Nella seconda fase siamo entrati più nella didattica vera e propria facendo attenzione ad evitare un sovraccarico cognitivo”.

Gli insegnanti della scuola primaria – come questa maestra ci racconta – hanno dovuto rivedere il programma didattico precedente all’emergenza e rispondere concretamente alle esigenze delle famiglie più in difficoltà: “Alcuni bambini non disponevano di mezzi tecnologici per svolgere la didattica a distanza, ma sono stati dotati di tablet in comodato d’uso che restituiranno al termine dell’anno scolastico. In questo modo tutti i bambini hanno le stesse possibilità”.

Nel periodo di Pasqua sono stati inviati ai bambini dei modelli per realizzare lavoretti, una poesia da imparare, dei disegni con i vari simboli pasquali e ancora filmati, canzoncine, video-storie, cercando, per quanto possibile, di mantenere una normalità. “La reazione dei bambini, dopo l’emozione iniziale, è buona. Iniziano ad abituarsi a questa nuova modalità. Inizialmente parlavano tutti insieme, oppure non parlava nessuno, ma ora, attraverso piccole regole, si inizia a lavorare nelle classi virtuali con maggiore ordine, assicurando quasi una lezione normale, con piccole interrogazioni, letture, correzioni”. 

Didattica a distanza: “L’aiuto delle famiglie è fondamentale”

L’impegno e la costanza dei genitori in questo tempo è più importante che mai, come ci racconta un’altra insegnante di una scuola primaria romana: “L’aiuto della famiglia in questo tempo è fondamentale. I bambini che non hanno questo tipo di sostegno magari restano indietro sui compiti assegnati, perché in questa fase sono i genitori a dover caricare i compiti sulla piattaforma online. In generale la didattica a distanza sta procedendo bene, i bambini si sentono sostenuti, hanno uno spazio dove condividere come stanno e non perdono la continuità scolastica“.

Se gli insegnanti stanno gestendo con impegno e dedizione la didattica a distanza, trascorrendo spesso molte più ore di quelle lavorative davanti al pc, per prendere confidenza con le nuove tecnologie, anche molti genitori stanno collaborando attivamente a questa nuova modalità di insegnamento, riscontrando l’importanza di questo legame continuo tra il bambino e la scuola: “Mia figlia spesso mi fa domande, mi chiede quando finirà questa brutta influenza, quando potrà tornare a scuola – ci racconta la mamma di una bambina di 4 anni e anche educatrice in un asilo nido – vuole rivedere amichetti,  ma da mamma ed educatrice le ho spiegato a grandi linee cos’è il Coronavirus. Lei sta reagendo bene e, sicuramente, il materiale che costantemente le maestre ci inviano, è di grande aiuto“.

I lavoretti di Pasqua ai tempi del Coronavirus

“Lavoretti, esperimenti, schede da stampare arrivano con una certa continuità sul sito della scuola di mio figlio – ci racconta il papà di un bambino della scuola materna – per la prima volta, noi genitori, abbiamo vissuto la preparazione alla Pasqua come i nostri piccoli la vivono solitamente tra i banchi di scuola. Lavori manuali, schede da colorare, pulcini, colombe, rami di ulivo riempiono le nostre case. Noi genitori abbiamo imparato insieme ai nostri bambini la poesia di Pasqua e loro l’hanno recitata ed inviata alle maestre tramite Whatsapp“.

C’è una stanchezza nelle voci di questi insegnanti e di questi genitori, ma anche la consapevolezza che insieme si sta facendo un buon lavoro e che questa Pasqua, seppur diversa, lascerà un segno indelebile nel cuore dei più piccoli.

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Fonte : Roma Today