I mezzi di trasporto più bizzarri delle serie

I mezzi di trasporto hanno sempre stimolato la fantasia dei creatori di fantascienza, che poi produssero i loro modelli ancorandoli più o meno alla realtà. Un caso da manuale è sicuramente Thunderbirds, serie britannica andata in onda dal 1964 al 1966 che utilizzava al posto di attori veri delle marionette elettroniche ambientate in set in miniatura. La possibilità di creare qualsiasi tipo di scenario o di accessorio conferì particolare fantasia a queste avventure che si collocano in un fantomatico 2060: dopo la morte della moglie, l’ex astronauta Jeff Tracy istituisce l’International Rescue, un’organizzazione impegnata a prestare soccorso alle vittime di disastri naturali a partire da una base operativa collocata in una non meglio identificata isoletta del Pacifico. Per intervenire nelle situazioni d’emergenza i cinque fratelli Tracy guidano altrettanti mezzi speciali: un razzo ipersonico, un aereo supersonico, un nave spaziale, un sommergibile e una stazione spaziale, ognuno con un compito ben preciso, dal monitoraggio delle richieste d’aiuto al trasporto di equipaggiamento fino all’intervento rapido. Una specie di super-Protezione civile sci-fi, insomma Come parlare di trasporti “eccezionali” senza citare Supercar? La serie crime andata in onda dal 1982 al 1986 lanciò la carriera di David Hasselhoff, qui protagonista dei panni di Michael Knight, ex poliziotto completamente trasfigurato da un incidente che ora opera in una “crociata per difendere la causa degli innocenti, degli indifesi, degli impotenti in un mondo di criminali che operano al di sopra della legge”. A coadiuvarlo c’è KITT (Knight Industries Two Thousand), la prima automobile a guida automatica della storia, almeno in televisione: si tratta di un veicolo indistruttibile, completamente computerizzato e dotato di una voce espressione dell’intelligenza artificiale che lo anima. KITT è un vero e proprio co-protagonista, che aggiunge alle sue svariate funzioni (dalla supervelocità al calcolo del traffico, dalla videosorveglianza all’avanzatissimo database di informazioni) una discreta ironia. Nel corso dei vari episodi incontra anche un’antagonista, KARR, la superauto che era stato un primo prototipo poi scartato, ma riattiavato per sbaglio e in cerca della sua vendetta Difficile non ricordare A-Team, una delle serie d’azione più iconiche e memorabili degli anni Ottanta. La produzione, andata in onda dal 1983 al 1987, era incentrata su un gruppo di stravaganti mercenari, ex militari ingiustamente condannati e poi datisi alla macchia, intenzionati in ogni modo a ripulire il loro nome invischiandosi nelle avventure più disparate. Hannibal, Sberla, Bosco e agli altri protagonisti si ricordano anche per il loro arsenale a dir poco fantasioso ma soprattutto per il loro van nero dai dettagli rossi: si trattava di un GMC Vandura del 1983 che si faceva notare non solo per il suo design caratteristico e per gli imponenti alettoni, ma anche per i diversi accessori che erano custoditi sul retro e risultavano di volta in volta utili per risolvere la situazione (si va da una piccola stampatrice a un sistema di sicurezza fio ai diversi camuffamenti dello stesso Hannibal). I fan più attenti avranno notato anche che in alcuni episodi e in alcune scene il van è dotato di tettuccio apribile, anche se il più delle volte ne è privo Pacific Blue andò in onda negli Stati Uniti fra il 1996 e il 2000, seguendo le vicende del dipartimento di polizia di Santa Monica. Sebbene non raggiunse mai picchi di qualità o di ascolto fenomenali, questa serie crime ha lasciato un ricordo ben preciso nell’immaginario della fine degli anni Novanta, fra l’altro cavalcando la popolarità di una serie simile come Baywatch (per dire della sua bizzarra popolarità, uno dei personaggi della serie comica di Hbo Entourage si vanta che nel proprio curriculum ci sono diverse apparizioni proprio in Pacific Blue). Girati nelle località balneari più in voga della California, fra Venice, Redondo, Seal e Huntington Beach (alcuni persino alle Hawaii), gli episodi seguono le mirabolanti avventure di poliziotti in sella alla loro bicicletta. Non biciclette comuni, in ogni caso: si trattava di bici da trek all’ultimo grido e equipaggiate con diverse soluzioni tecnologiche di alto livello, tanto che ogni esemplare poteva arrivare a costare 5mila dollari e anche le uniformi dei protagonisti erano state adeguate per assomigliare a quelle dei poliziotti ciclisti in giro per il mondo (perché ce ne sono parecchi, a quanto pare) Molti giovani degli anni Duemila si ricorderanno Pimp My Ride, lo show di Mtv andato in onda dal 2004 al 2007, condotto principalmente dal rapper Xzibit. In ogni episodio un catorcio di automobile veniva riportato in vita da espertissimi e altrettanto fantasiosi meccanici che si sbizzarrivano in carrozzerie colorate, alettoni, casse musicali, cerchioni tamarri e tantissimi altri accessori. Il programma ebbe un successo tale da essere esportato in vari paesi e in varie declinazioni; in Germania arrivò per esempio Pimp My Whatever, che prometteva di trasformare completamente qualsiasi cosa, dalle cucce per i cani alle sale da bagno. Ma ancora più interessante fu la versione italiana Pimp My Wheels, condotta dai Gemelli Diversi e dedicata ai mezzi su due ruote: camioncini, moto, motorini e perfino delle Ape Piaggio in pessime condizioni venivano smontati e ricostruiti ispirandosi alle caratteristiche peculiari del proprietario, anche qui con risultati di gusto decisamente pittoresco

Fonte : Wired