Un nuovo rapporto Onu accusa Assad di aver utilizzato armi chimiche in Siria

L’ente dell’Onu ha aggiunto un importante tassello nelle indagini per i crimini di guerra del regime di Bashar al-Assad: nel 2017 le sue forze hanno impiegato il sarin, un gas nervino che ha fatto danni immensi alla popolazione civile

Le rovine di Aleppo in Siria (Photo by Muhammed Abdullah/Anadolu Agency via Getty Images)

Nel 2017 l’attacco alla città di Khan Sheikhoun, durante la guerra in Siria, è diventata una delle vicende più note del conflitto siriano. Le immagini dei corpi dilaniati dalle armi chimiche ha fatto il giro del mondo e l’Onu, grazie all’aiuto dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw), aveva accusato Bashar al Assad di aver organizzato un bombardamento chimico nella città. Adesso si aggiunge un altro tassello a quest’indagine, grazie a un nuovo report pubblicato l’8 aprile dalla stessa Opcw. Nel documento, l’ente vicino alle Nazione Unite prova dettagliatamente tre offensive aeree, effettuate dall’aeronautica militare siriana, nella cittadina di Ltamenah alla fine di marzo 2017, in cui è stato utilizzato il sarin, un gas nervino. Si tratta, secondo il report, di un’azione militare che ha coinvolto circa un centinaio di persone.

Gli investigatori dell’Opcw hanno valutato tutti gli scenari possibili, ascoltato le persone coinvolte, recuperato campioni da analizzare ed esaminato le lesioni dei civili in seguito all’attacco. Tutte circostanze che hanno portato alla conclusione che il bombardamento della città è avvenuto utilizzando armi chimiche. Altre prove hanno anche dimostrato che, solo la settimana prima, Ltamenah aveva subito un attacco con del cloro gassoso.

Le prove del report

Il documento è un importante punto di svolta nelle indagini per i crimini di guerra a carico del regime siriano. Le ricerche e verifiche portate avanti dall’Opcw hanno permesso di stilare un resoconto dettagliato di quei giorni, spiegando le modalità d’attacco e le gerarchie militari coinvolte a livello organizzativo. Si tratta di un passo importante anche per l’ente in quanto, per la prima volta, grazie a una risoluzione votata dall’Onu, può segnalare alla comunità internazionale i colpevoli di un attacco chimico – e non solo: anche fornire resoconti e studi sull’accaduto.

Secondo gli esperti dell’Opcw, i tre attacchi di Ltamenah hanno avuto luogo il 24, 25 e 30 marzo: il primo e il terzo attacco sono stati eseguiti da jet SU-22 e il secondo da un elicottero. Tutti e tre i velivoli sono stati partiti dalla vicina base aerea di Shayrat. Le munizioni utilizzate per bombardare la città contenevano tutte un gas velenoso accostabile al sarin. Inoltre, sono stati individuati anche i nomi degli ufficiali siriani che hanno ordinato gli attacchi.

Hadi Al Khatib, fondatore e direttore dell’Archivio Siria, ha dichiarato al Guardian che “il rapporto indica esplicitamente come il governo siriano sia l’autore di questi attacchi. Ora è necessaria una forte cooperazione tra gli stati per garantire che queste atrocità non siano perpetrate impunemente”. Secondo il giornalista, la comunità internazionale dovrebbe prendere seriamente in considerazione le prove fornite dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e “fare in modo che vengano emessi mandati di arresto contro alti funzionari governativi nel regime siriano”.

Fonte : Wired