Come la Nuova Zelanda ha sconfitto il nuovo coronavirus

La Nuova Zelanda ha registrato per il quarto giorno consecutivo un calo dei nuovi contagi: il 9 aprile sono stati 29 (di cui 6 da confermare). È il numero più basso dal 21 marzo. In totale i malati di covid-19 nel paese sono 1.239, riporta il New Zealand Herald, con un solo morto. Il governo della prima ministra Jacinda Ardern potrebbe così anticipare al 20 aprile l’uscita dallo stato di emergenza di livello 4, il più elevato per il paese.

Il successo è stato attribuito, anche grazie a un articolo del Washington Post di cui si è discusso molto, alla strategia molto aggressiva adottata da Ardern, che puntava non solo al contenimento del virus ma alla sua eliminazione.

L’articolo racconta di come la Nuova Zelanda non abbia perso tempo e abbia adottato fin dai primi giorni dell’epidemia misure di isolamento molto rigide, come la chiusura dei locali pubblici, delle scuole e dei servizi non essenziali. Il lockdown è cominciato ufficialmente il 25 marzo ed era previsto durasse un mese. Le autorità hanno concentrato i loro sforzi anche sui test e sul tracciamento dei contatti dei malati.

In risposta all’articolo del Washington Post, Ardern ha detto che non era sua intenzione essere un modello per altri, ma di star facendo quello che “è giusto per la Nuova Zelanda, per la sua economia e per i suoi cittadini”.

Ardern è stata lodata per il modo in cui ha gestito la crisi, ma anche per come ha saputo comunicare con i cittadini. In una dichiarazione rivolta ai bambini, ha precisato che il coniglietto pasquale e la fatina dei denti svolgono servizi essenziali, e quindi possono circolare liberamente. Tuttavia, ha avvisato la prima ministra, sono previsti rallentamenti nelle loro attività.

Fonte : Internazionale