Babylon Berlin 3, la recensione degli episodi 3 e 4

Nelle nuove puntate dello show prodotto da Sky il caso Winter si infittisce, le manovre politiche di Wendt si fanno sempre più esplicite, e abbiamo l’occasione di scoprire il background di alcuni comprimari: ecco la recensione del terzo e del quarto episodio della terza stagione di Babylon Berlin. – PERICOLO SPOILER PER CHI NON HA ANCORA VISTO GLI EPISODI

di Marco Agustoni

Babylon Berlin: nuovi episodi, nuove emozioni

I primi due episodi di Babylon Berlin 3 non hanno lasciato tempo per i convenevoli, trascinandoci da subito nel pieno dell’azione con un nuovo caso per il commissario Gereon Rath e l’assistente di polizia Charlotte Ritter, ambientato questa volta nel mondo del cinema.

Al contempo, già si evince come all’orizzonte si prospetti una vera e propria tempesta, la cui portata e le cui implicazioni sono però ancora sconosciute a (quasi) tutti i personaggi in gioco: stiamo ovviamente parlando del grande crollo dei mercati del 1929, destinato a distruggere esistenze e a spianare la strada agli uomini forti del nazionalsocialismo.

In quanto a emozioni, il prosieguo di questa terza stagione di Babylon Berlin, in onda ogni mercoledì sera su Sky Atlantic alle 21.15 (episodi disponibili anche On Demand e in streaming su NOW TV), non sembra essere da meno delle puntate d’esordio: ecco di seguito il riassunto e la recensione del terzo e quarto episodio della serie tv.

Babylon Berlin 3, cos’è successo nell’episodio 3

“Datemi una leva e vi solleverò il mondo” diceva più di due millenni fa il geniale Archimede di Siracusa. Ebbene, l’infido Oberst Wendt sembra aver trovato la leva ideale per smuovere l’inamovibile Greta dalle sue posizioni e convincerla a ritrattare le sue accuse nei confronti dei nazionalsocialisti. La leva in questione è suo figlio, prossimo a essere dato in adozione, ma “requisito” dalla polizia per costingere la sventurata ragazza a piegarsi al volere del nuovo questore. Katelbach sta cercando di farsi pubblicare un pezzo sul coinvolgimento della Lufthansa nei tentativi di far rinascere la Luftwaffe, ma il direttore del suo giornale vuole prove concrete, che il giornalista e scrittore austriaco cerca di procurarsi con i suoi contatti.

Nel frattempo, anche Gereon Rath ha i suoi bei grattacapi: se anche il fratello Anno lo ha salvato dalla dipendenza da morfina e sta cercando di curarlo dai suoi traumi di guerra, lo scotto da pagare per arrivare a una vera guarigione è piuttosto alto. La prima vittima di questo percorso è la relazione con Helga, che sembra ormai giunta al capolinea, piegata dai colpi di “artiglieria silenziosa” di un Gereon sempre più chiuso in un mutismo ostile. Non potendo più sopportare la situazione, la vedova Rath se ne va con il figlio al seguito.

Babylon Berlin 3 recensione episodi 3 e 4

Descrizione immagine

Helga e Gereon, la cui relazione in questi nuovi episodi sembra proprio giunta al capolinea

Babylon Berlin 3, le foto del terzo e del quarto episodio

Sul fronte “cinematografico” Ullrich scopre qualcosa di importante dai test balistici sulla pallottola che ha ucciso Krempin, ma dopo essere stato trattato in malo modo da Gennat, interrotto nel mezzo di una riunione, decide di tenere il risultato per sé. Gereon e Charlotte tornano sul set dove ha trovato la morte Betty Winter per interrogare il marito di lei, Tristan Rot.

Rot rivela di avere avuto interessi in comune con Krempin e, dopo che Charlotte scopre che l’abito indossato dal “fantasma” probabilmente responsabile della morte di Betty è un costume di scena (di cui ci sono due modelli, uno dei quali scomparso), una costumista confessa di essere a conoscenza dell’incarico di Krempin di sabotare il set. Tilly ottiene la parte di rimpiazzo di Betty Winter, ma Vera, amante di Weintraub e vecchia conoscenza di Charlotte, è gelosa e la rinchiude nel camerino, rubandole il ruolo. Poco dopo, Charlotte trova Tilly sgozzata. L’Armeno, appellandosi al loro “mentore” comune, propone al commissario Rath di collaborare nell’indagine.

Se, come si diceva, il crollo delle Borse è destinato a cogliere i più impreparati, questo non vale per Alfred Nyssen, che invia Wegener, in incognito, a raccogliere informazioni sugli investimenti e sull’indebitamento preoccupante dei cittadini tedeschi. Il quadro che esce da queste indagini è sconfortante e l’industriale comprende che un disastro è imminente.

Babylon Berlin, cos’è succeso nell’episodio 4

Come previsto, Greta ritratta la sua versione, accusando i comunisti dell’attentato a Benda. Questo le provoca guai in carcere, dove viene presa di mira dalle militanti di estrema sinistra. Alla Omicidi, Gennat redarguisce Rath, in ritardo a una riunione per assistere alla testimonianza di Greta, e affida il caso Winter a Böhm, affiancandogli lo stesso Gereon e Charlotte. Quest’ultima aggiorna tutti riguardo alle sue scoperte: la scomparsa di Tristan Rot, la presenza dell’Armeno e di Weintraub sul set, l’incontro con Vera e il fatto che sia stata lei a chiudere Tilly nel camerino.

Più tardi, gli assistenti di Rath scoprono che Rot ha chiesto le chiavi di un locale adiacente agli studi cinematografici, mentre il commissario viene a sapere che Krempin e lo stesso Rot sono occultisti (come forse anche Tilly, che aveva un pendaglio uguale a quello del defunto Krempin). Gennat incarica Rath di presentarsi a un raduno della setta, raduno a cui Rot era stato invitato.

Charlotte riceve da una vicina alcune lettere di un vecchio amante della madre che potrebbe essere il suo vero padre. Al contempo, deve trovare il modo di mettere insieme un’ingente cifra per pagare un’operazione chirurgica alla sorella maggiore, che rischia la cecità. La sera esce a ballare con Vera, con cui si confida. Le due ragazze finiscono per baciarsi e Charlotte porta Vera a casa sua. Rath esce invece in birreria con Graf, di cui apprendiamo nuovi particolari: da giovane si è guadagnato da vivere prostituendosi e, è ormai chiaro, ha una cotta per l’ignaro commissario.

Rath prende appuntamento con Katelbach, il cui nome per qualche motivo figura in un elenco realtivo al caso di Greta, trovato da Graf nell’archivio dei documenti secretati. Helga, non sapendo dove andare, si rivolge a Nyssen: questi la invita a utilizzare una dependance di famiglia all’interno di un hotel.

Babylon Berlin 3, la recensione degli episodi 3 e 4

In questi nuovi episodi di Babylon Berlin, risulta più che mai evidente come, per quanto Volker Bruch e Liv Lisa Fries (guarda le foto) siano i protagonisti nei panni di Gereon Rath e Charlotte Ritter, quella prodotta da Sky e ispirata ai romanzi di Volker Kutscher sia in realtà una serie corale, in cui i comprimari sono tutt’altro che delle semplici comparse. In questo, la bravura degli altri membri del cast di Babylon Berlin, tra i quali è davvero difficile trovare qualcuno non all’altezza, è fondamentale.

I recenti sviluppi consentono peraltro di scoprire il background di alcuni di questi intriganti gregari, primo fra tutti il fotografo Graf, che nell’episodio 4 acquisisce spessore e diventa qualcosa di più di una simpatica comparsa sullo sfondo. Emerge, inoltre, l’interessante figura del “Buddha” Gennat, eminente criminologo dell’epoca, realmente esistito.

L’altro punto forte dello show creato da Tom Tykwer, Achim von Borries ed Henk Handloegten è la scrittura: le tante trame e sottotrame si intrecciano in maniera complessa, senza però mai indurre lo spettatore in confusione. Babylon Berlin insomma riesce a penetrare in profondità, senza per questo perdere in chiarezza. In questo forse giovano le maggiori libertà che gli autori dello show si sono presi nei confronti della fonte letteraria rispetto alle prime due stagioni.

L’aggiunta di una spruzzata di esoterismo alla vicenda, introdotto dalle simpatie occultiste di Rot e Krempin, contribuisce ad aggiungere un po’ di mistero in più. Ma è sempre nell’aderenza ai fatti storici e all’atmosfera dell’epoca che Babylon Berlin trova la sua più accattivante peculiarità. Le manovre politiche di Wendt, le ricerche di Nyssen e il ruolo di Böhm come vittima annunciata della grande crisi a venire fanno, in questi ultimissimi episodi, da ponte con la realtà della Berlino del 1929. Ma è probabile che nel prosieguo della stagione anche gli altri personaggi si dovranno confrontare con la scala universale degli eventi.

Fonte : Sky Tg24