L’Italia sfrutta i satelliti europei per monitorare il coronavirus

Il programma europeo Copernicus offre informazioni per individuare aree a rischio contagio o spazi per installare strutture sanitarie

(immagine: Esa EarthObservation)

I paesi di tutto il mondo stanno utilizzando i satelliti come strategia di contenimento contro la diffusione del coronavirus. In Europa parte l’Italia che, come annunciato dal commissario europeo per la gestione della crisi Janez Lenarcic“utilizzerà il sistema satellitare europeo Copernicus dell’Ue per mappare le strutture sanitarie, gli spazi pubblici  e monitorare gli assembramenti di persone in concomitanza dei luoghi di ritrovo”.  Lo stesso stanno facendo come la Russia, gli Stati Uniti, il Brasile o la Nigeria. Le immagini fornite dai satelliti hanno permesso, infatti, di individuare aree a rischio, per la diffusione di nuovi focolai, o di selezionare degli spazi dove costruire nuovi ospedali temporanei per poter gestire un numero sempre più alto di malati.

Il programma Copernicus

Copernicus è un programma di osservazione della Terra avviato dall’Unione europea nel 2014. Utilizza diversi tipi di satelliti per svolgere un servizio di rapid mapping (ossia di mappatura rapida) su diverse in più zone del globo. Le mappature acquisite dai satelliti vengono utilizzate, per esempio, per misurare i livelli d’inquinamento dell’atmosfera, per monitorare i movimenti intorno ai confini europei o per rilevare i cambiamenti climatici. Copernicus è stato anche impiegato in ambito sanitario: nel 2014, era stato attivato in Guinea e Congo per contrastare la diffusione dell’ebola. Un utilizzo molto simile a quello che ne farà l’Italia nell’ambito del coronavirus.

Da alcune immagini diffuse dal sito d’approfondimento Politico, a Torino le immagini satellitari di Copernicus hanno permesso alla Protezione civile di avere una visione d’insieme sulle varie aree che compongono la città di Torino. Sono state evidenziate in verde chiaro le aree sportive e ricreative, in turchese i mercati all’aperto e in viola i focolai con maggiore concentrazione di positivi. “Tale mappatura potrebbe aiutare le autorità locali a identificare le aree a rischio per la trasmissione”, evidenzia il sito.

Fonte : Wired