Patriarca Sako: la Pasqua di resurrezione più forte del buio coronavirus

Nel messaggio ai fedeli il porporato sottolinea che è “viva” la speranza di un passaggio “dall’oscurità alla luce”. L’invito a trasformare “la sofferenza in libertà, l’egoismo in altruismo, l’isolamento in solidarietà”. Ai politici il compito di ripensare lo sviluppo, tutelando il creato e per un mondo senza guerre, morti, povertà. 

Baghdad (AsiaNews) – A causa del nuovo coronavirus i cristiani nel mondo non possono celebrare le liturgie come ogni anno, ma “continuano a pregare nelle loro case”; la speranza “è viva” per un “passaggio dall’oscurità alla luce, dalla fragilità alla forza, dalle malattie alla salute”, per una “Pasqua di risurrezione”. È quanto scrive il primate caldeo, card Louis Raphael Sako, in un messaggio a sacerdoti e fedeli della comunità caldea in Iraq e nel mondo, in occasione della Pasqua. Nella missiva, inviata ad AsiaNews, il porporato sottolinea che “ci sarà la capacità di risvegliarsi”, trasformare “la sofferenza in libertà, l’egoismo in altruismo, l’isolamento in solidarietà umana e fraterna affinché le persone possano convivere in amore, rispetto, pace e gioia”. 

I cristiani di Iraq vivono le celebrazioni della Settimana Santa fra chiese vuote e in lotta contro un nemico invisibile, come sottolineato nei giorni scorsi dall’ausiliare di Baghdad mons. Shlemon Warduni. L’infezione da Covid-19 ha colpito 961 persone (ma secondo medici ed esperti i contagi potrebbero essere diverse migliaia), uccidendo 61 persone; ad oggi vi sono 279 persone guarite.

A dispetto delle misure restrittive e di prevenzione prese in tutto il mondo, sottolinea il card Sako, il nuovo coronavirus continua “a provocare il decesso di migliaia di persone” e il numero “cresce rapidamente di giorno in giorno” minacciando “la salute e l’economia”. L’umanità intera, aggiunge, deve prendere “le decisioni più appropriate per contrastare la pandemia” e “ha bisogno di un risveglio per la sua rinascita”. 

In questi tempi di crisi il patriarca caldeo invita ad analizzare il proprio comportamento, la morale che “vacilla” sconfinando in comportamenti “segnati da corruzione, bramosia di denaro pubblico, violenze, minacce, omicidi, invasioni, divorzi, aborti…”. Per il card Sako “abbiamo allontanato Dio dal nostro mondo, usandolo come strumento per i nostri comportamenti indegni!”. Pandemia e Pasqua, avverte, sono “un invito alla piena conversione, un ritorno a Dio, ai principi della nostra fede, alla spiritualità e alla vera morale”. 

Nel messaggio egli si rivolge anche alla classe dirigente, esortando i politici a non perdere “la loro umanità”, perché morti, distruzioni, la stessa pandemia richiedono “momenti di riflessione” che aiutino a “rivedere le strategie, correggerle e fornire risposte”. Riprendendo i moniti di papa Francesco nell’Enciclica “Laudato Sì”, il porporato invoca piani di tutela dell’ambiente, di contrasto dell’inquinamento, di lotta al cambiamento climatico e messa al bando delle armi. 

Al termine del suo messaggio, il card Sako chiede ai responsabili di tutto il mondo di assumere comportamenti che rispettino i diritti umani e leggi per garantire un mondo senza guerre, conflitti, morti, paura e povertà. Alla luce delle direttive del pontefice nell’enciclica, conclude, “è tempo di un piano globale per costruire una società più pacifica e prospera, ove vige la giustizia sociale e si creino realtà salubri per una vita migliore”.

Fonte : Asia