Coronavirus, in Italia in corso i primi test con l’eparina

Mentre prosegue la corsa al vaccino contro Covid-19 (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA), i ricercatori di tutto il mondo sono costantemente al lavoro per studiare nuove possibili terapie farmacologiche contro il coronavirus SARS-CoV-2 e per sviluppare test in grado di rivelare la positività alla patologia nel minor tempo possibile.
In Italia, precisamente in Emilia Romagna, negli scorsi giorni è stato avviato un trial con l’eparina.
I primi riscontri positivi sull’utilizzo di eparina nei casi di polmonite interstiziale arriverebbero dalla sperimentazione partita presso l’Ospedale di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.

Il nuovo trattamento con eparina nel dettaglio

La terapia sfrutta due importanti proprietà dell’eparina: il suo potere antinfiammatorio e la sua capacità anticoagulante, che sarebbe in grado di prevenire una delle maggiori complicanze riscontrate nei pazienti affetti da Covid-19, ovvero la trombosi diffusa.
Il nuovo trattamento è stato sviluppato partendo dall’idea e dall’esperienza del primario di chirurgia plastica della struttura ospedaliera, Marco Stabile, che aveva riscontrato risultati positivi utilizzando trattamenti con eparina su pazienti con gravi ustioni.
“Il trend positivo osservato sugli indici di infiammazione conferma l’utilità dell’impiego in questa patologia”, spiega Ausl Piacenza.
“Penso che ogni trattamento farmacologico sperimentale in corso debba essere tempestivamente valutato dall’Aifa e successivamente validato dal comitato scientifico o dalla struttura commissariale, per poterne estendere il più possibile gli incoraggianti risultati documentati”, ha commentato Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna.

Cos’è l’eparina?

Le eparine, come riporta l’Agenzia Italiana del Farmaco sul suo portale ufficiale, sono sostanze anticoagulanti, utilizzate per prevenire e trattare la formazioni di coaguli sanguigni.
“Esse sono largamente utilizzate nei pazienti per i quali è essenziale mantenere il sangue ben fluido, come nei pazienti che potrebbero avere o hanno avuto un attacco cardiaco, nei soggetti sottoposti ad intervento chirurgico maggiore, e nei pazienti dializzati”, spiega l’Aifa.
Sono classificate in base al loro “peso molecolare”, ovvero alla grandezza della molecola. Le eparine standard vengono abitualmente somministrate per via intravenosa o per infusione. Quelle a basso peso molecolare, invece, possono essere somministrate per via sottocutanea e non richiedono uno stretto monitoraggio. 

Fonte : Sky Tg24