Mascherine, istruzioni per l’uso. I consigli del farmacista: “Quali scegliere, come utilizzarle e gli errori da non fare”

Italiani e mascherine, tra informazione e dubbi. Stando alle ultime misure imposte dal Governo, il futuro, almeno quello più vicino, sarà segnato dall’utilizzo della mascherina  fuori di casa. Ma quali sono le modalità più efficaci con cui indossarle e come ovviare al mancato reperimento in farmacia? A rispondere ai dubbi dei cittadini ci pensa Marta Bettelli, direttrice della farmacia di Castel Todino, in provincia di Terni, intervistata dal giornalista Tommaso Ferrante per TerniToday.

Come scegliere la mascherina da utilizzare 

Anzitutto, sappiamo ormai che esistono diversi tipi di mascherine. Dunque quale scegliere quella che fa al caso nostro? “Le mascherine sono di diverse tipologie e si deve valutare caso per caso quale sia la tipologia più adatta per la situazione – spiega Bettelli – Partiamo dal presupposto che in questo momento l’arma più forte che abbiamo per evitare il contagio è l’isolamento. Soprattutto le persone ultra sessantacinquenni, le più a rischio, devono necessariamente stare a casa, anche se comprendo la difficoltà psicologica che questa clausura comporta. Dalla mia esperienza privilegiata sempre dietro quel bancone, noto che questa fetta della popolazione esce troppo frequentemente di casa”.

“Premesso questo – prosegue – se la persona è sana o presunta ed è a contatto con persone sane e deve uscire solo per fare la spesa basta che indossi una mascherina chirurgica, sapendo che è solo un sistema di prima barriera, non è un dispositivo medico, per cui fondamentale è non sentirsi sicuri e mantenere una distanza minima di almeno 1,5 metri. La mascherina chirurgica non aderisce al viso, rimane aperta lateralmente e blocca solo la fuoriuscita di goccioline di saliva, in cui potrebbe anche essere contenuto il coronavirus, d’altra parte il virus è infinitamente piccolo e la chirurgica potrebbe non garantire una protezione idonea per cui è fondamentale mantenere le distanze sociali. Per lo stesso motivo se si lavora in ambienti in cui è possibile il mantenimento della distanza, è sufficiente indossare una chirurgica”.

Per una persona sana che invece abita con un soggetto a rischio immunodepresso, consiglio un dispositivo medico filtrante di tipologia FFP2 anche senza valvola, per quando esce. La presenza della valvola serve solo a favorire l’espirazione dell’aria, per cui questi tipi di dispositivi sono più adatti per chi deve indossarli per parecchie ore come chi lavora, in quanto la valvola agevola la respirazione dell’operatore e quindi la sopportabilità della mascherina. Vi assicuro che non è facile lavorare con una mascherina tutto il giorno. Le FFP3 lasciamole al personale sanitario, a chi è a contatto con un soggetto Codiv-19 positivo e ai malati”

Consigli utili per utilizzare le mascherine

Ma quali sono le modalità corrette per utilizzare le mascherine? Per quanto tempo sono valide? La direttrice dà una risposta a tutto. “La cosa che mi è più a cuore comunicare è che le mascherine che circolano in questo momento nella maggior parte dei casi sono monouso, cioè dopo massimo 8 ore, vanno tolte, chiuse in sacchetto e buttate nell’indifferenziato. A meno che non ci sia scritto nelle note informative, le mascherine non vanno riutilizzate e al momento non viene data nessuna certezza dai fornitori sul fatto che le eventuali sanificazioni non alterino il materiale filtrante. Prima di indossare una mascherina, si devono lavare ed igienizzare le mani”. 

E ancora: “La mascherina va indossata coprendo naso e bocca e finché si indossa non si deve toccare, per cui quantomeno consiglio di avere sempre con sé un gel igienizzante mani. Se si indossa una mascherina con valvola provare a mettere la mano davanti alla valvola per assicurarsi che la mascherina aderisca perfettamente al volto e non ci siano fuoriuscite d’aria. Le mascherine, normalmente in circolazione, non sono adatte ai bambini, così come è inutile che indossi un FFP2 o FFP3 chi ha la barba, perché questa non permette la perfetta aderenza al volto. Una volta finito l’utilizzo, la mascherina va tolta dalla parte posteriore, prendendola dall’elastico e buttata in una busta che va chiusa per evitare contaminazioni”

Gli errori da non fare

Come ovviare invece alla mancanza di mascherine nel caso in cui reperirle si riveli complicato? “Le mascherine in questo momento si trovano con grossa difficoltà – dichiara Bettelli – e sono ad un prezzo molto più alto perché le aziende che le producono sono quasi tutte delocalizzate, ci sono i dazi doganali e c’è difficoltà anche a trovare la materia prima. Il primo consiglio è non spendere cifre troppo elevate per acquistare mascherine, come detto in questo momento costano più del normale, ma non alimentiamo mercati paralleli. Non acquistate mai al triplo del prezzo a cui venivano vendute prima della crisi. Se siete riusciti a trovarle, assicuratevi sempre che le mascherine abbiano il marchio CE e utilizzatele bene. Non mettetele sulla fronte, sul mento, non tenetele in borsa o in tasca senza protezione e non toglitele quando parlate, cosa frequentissima”.

“Tutta l’attenzione che abbiamo per il lavaggio delle mani dobbiamo a maggior ragione averla per un oggetto su cui respiriamo, che va a contatto con le nostre prime vie aeree, poiché le mascherine da dispositivo protettivo possono divenire oggetto di contaminazione. Le filtranti – conclude – trattengono virus e batteri per massimo otto ore, dopo quel tempo hanno perso la capacità filtrante e continuare a portarle è come farsi un potenziale aerosol di tutto quello da cui prima ci siamo protetti. A tutti quelli che in farmacia mi dicono: “dottoressa si lo so, ma ho solo questa e è meglio di niente”, rispondo: “meglio niente”. Mal usata la mascherina aiuta la diffusione del virus.”

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Fonte : Today