Pantelleria, un mondo a parte nel cuore del Mediterraneo

Ma è il vento il vero scultore che modella Pantelleria, regalando scorci mozzafiato affacciati su un mare pronto a sorprendere tra antichi resti e natura vulcanica. Un’isola viva che sorgenti geotermiche, fumarole, saune naturali in grotta, fanghi termali nel Lago Specchio di Venere ne fanno una spa a cielo aperto. Il Parco Nazionale con i suoi 6500 ettari, è esplorabile grazie alla sua grande rete di sentieri ora anche in modo virtuale, cliccando qui. Ma ecco dieci cose da non perdere a Pantelleria.

Mare  – Alcune discese al mare possono sembrare un po’ impegnative, ma per raggiungere gli angoli più suggestivi vale la pena affrontare sentieri come quelli che portano alla Martingana, alla Balata dei Turchi (a sud), ai Faraglione e all‘Arco dell’Elefante (a est). In alcuni punti come a Cala Nikà e a Gadir il mare regala le sue proprietà termali, apprezzate fin dall’antichità, mentre i fondali custodiscono tesori antichi e scrigni di biodiversità. Però chi lascia Pantelleria senza averla vista dal mare non può dire di averla conosciuta perché non l’ha ammirata da una prospettiva privilegiata. Solo da una barca sarà possibile scorgere le mille e una grotta e tra queste la grotta di Punta Pozzolana, quella dell’Altura di Fram e l’ingresso alle grotte di Punta Sciaccazza.

Sotto il mare – Pantelleria subacquea è un mondo a sé, che unisce le meraviglie del mare alla natura vulcanica e alla sua antica storia. La mancanza di sabbia nei bassi fondali permette una grande visibilità rendendo l’immersione veramente emozionante. L’isola ha 30 punti di immersione, con profondità da 30 a oltre i 100 m per i super esperti. Nel cuore del Mediterraneo si percepisce un mare aperto, vivo, forte. I fondali, ricchi di flora marina, sono il regno di dentici, barracuda, cernie, aragoste. A grandi profondità l’ambiente si trasforma in oceano e primeggiano le gorgonie rosse, le spugne, i coralli che colonizzano le rocce creando una foresta pietrificata e multicolore.

Il  paesaggio patrimonio Unesco –  La pratica millenaria della viticoltura eroica di Pantelleria, che vede la sua più grande espressione nella vite ad alberello, è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, così come i muretti a secco dei terrazzamenti. Tra macchia mediterranea e pineta, una rete di sentieri attraversa questo patrimonio vitivinicolo, segnato da antiche mulattiere da giardini panteschi, ideati fin dall’antichità per proteggere anche una sola pianta d’agrume. Questo itinerario enoturistico, sostenuto dal Parco Nazionale, permette di entrare nel cuore del territorio. Le piane di Ghirlanda e Monastero si aprono a perdita d’occhio, costellate di cantine dove degustare prodotti tipici e calici di Passito: vino Doc di zibibbo in purezza che da appena duemila anni rappresenta il biglietto da visita di Pantelleria.

Una spa a cielo aperto –  La natura vulcanica dell’isola si manifesta con fenomeni secondari in 12 suggestivi punti da visitare per usufruire di trattamenti benessere, contornati da vera bellezza. Lo Specchio di Venere che con le sue iridescenze tra il verde e il turchese samba una gemma incastonata, è tra le località termali più importanti dell’isola per i suoi fanghi. Immergersi nel mare di Cala Nikà è un’esperienza imperdibile grazie ai diversi sfiati d’acqua calda. Così come nelle vasche termali di Gadir, dove l’acqua raggiunge la temperatura di 60 gradi centigradi. Anche l’interno dell’isola i paesaggi scuri di colata lavica alternati a vegetazione  nascondono anfratti come la sauna naturale di Benikulà sul costone della Montagna Grande.

Un museo diffuso – L’archeologia fa di Pantelleria un museo diffuso e in continua scoperta. Un giardino archeologico che permette un viaggio nel tempo: dalle capanne del villaggio di Mursia, il più antico insediamento umano dell’isola risalente a 5000 anni fa, ai tumuli funerari del popolo dei Sesi, primi abitanti dell’isola, perfettamente intatti e accessibili nella necropoli tra le più rilevanti dell’intero bacino del Mediterraneo, fino alle acropoli punico-romane  di San Marco e Santa Teresa che presentano i resti dell’antica capitale dell’isola, fondata da Cartagine nella seconda metà del XIII secolo A.C. 

i dammusi – I dammusi sono le antiche unità abitative, tipiche di Pantelleria fatte di pietra lavica murata a secco, essenziali nell’aspetto, ma ricche di storia e tradizione. Ogni elementi ha una funzione specifica e tiene conto delle peculiarità dell’isola: il vento, il caldo e la scarsità di piogge..

Il giardino pantesco – Il giardino pantesco è un piccolo angolo di paradiso terrestre pensato per tenere in serbo una sola pianta, come se Adamo ed Eva dovessero ancora cogliere il loro frutto. Nessun sistema agricolo, nessuna architettura prevede tanto lavoro per far crescere un singolo albero. Tanto lavoro e tanta cura non sembra giustificati dalla necessità di preservare i frutti dell’agrume, ma piuttosto dal custodire la bellezza, le forme armoniose, l’ombra fitta della chioma sempreverde e la spiritualità del raccoglimento. 

Rete dei sentieri – 120 km di percorsi mappati, da 0 a 836 m s.l.m. che si snodano su tutto il territorio del Parco Nazionale e offrono agli appassionati di trekking e mountain bike uno spettacolo reso unico dai contrasti cromatici della natura. Passo dopo passo si conquista l’essenza di questa terra, attraversando le contrade antiche come Bugéber, Khamma, Tracino, Muégen, Monastero, Sibà, oppure arrivando alla Montagna Grande, la tappa più alta, l’altura sovrana da cui si domina il paesaggio dell’isola. 

Birdwatching –  Pantelleria con il suo Parco Nazionale è un anello di congiunzione fra l’Europa meridionale e l’Africa settentrionale. Qui si contano oltre 260 specie di uccelli, tra le quali molte nidificano stabilmente e altre vi sostano durante la stagione migratoria, in primavera e in autunno. Tante le specie rare difficilmente osservabili altrove. Presso le acque del Lago Specchio di Venere amano fermarsi i fenicotteri rosa, gli aironi cinerini e rossi, le gru, i Cavalieri d’Italia e le cicogne. Sull’isola non mancano i rapaci come l’aquila delle steppe, il falco pellegrino e l’enigmatico Falco della Regina (Falco eleonorae), la cui nera silhouette taglia i cieli di Pantelleria. Il falco più caratteristico dell’Isola è “u Sicarro”, il gheppio, specie stanziale che ha colonizzato tutte le rupi dell’isola, mentre la Montagna Grande è l’unica stazione europea dove nidificano la coloratissima Cinciarella algerina e il raro Beccamoschino..

Gastronomia –  La gastronomia pantesca è fatta da sapori semplici, con una decisa predominanza dei prodotti della terra sul pescato; questo perché i panteschi, da sempre, hanno sviluppato maggiormente le pratiche agricole ottenendo risultati eccellenti. Ne sono esempio il vini D.O.C  Bianco di Pantelleria è sua maestà l’eccellentissimo Passito, un vero nettare degli Dei, frutto del lavoro del contadino pantesco, sulla preziosa “pianta di Zibibbo moscato d’Alessandria vite ad alberello Patrimonio Unesco”. A questo si aggiunge nella tipicità delle produzioni  i capperi, l’origano, le erbe aromatiche e le piccole produzioni di miele, di formaggi di mucca lavorati con l’acqua del mare come la ricotta e non poteva mancare la tuma, formaggio ottimo in abbinamento con l’insalata pantesca fatta con pomodori, cipolle, patate lesse, capperi e origano. Le combinazioni gastronomiche sono un grande mix di creatività con abbinamenti dolce-salato, per tutti i palati del buon gusto dei sapori e del sapere della tipica  cultura mediterranea. Dalla vicina Africa arriva il couscous di pesce sempre accompagnato da una varietà di verdure e legumi, in genere servito come piatto unico. La fantasia si sbizzarrisce con i dolci: da non perdere il bacio pantesco. 

Per maggiori informazioni: www.parconazionalepantelleria.it

Fonte : TgCom