Joker 2 è possibile, ma è davvero necessario un sequel?

Insieme a Frozen II: Il Segreto di Arendelle e Star Wars: L’ascesa di Skywalker, il Joker di Todd Phillips è ancora a sei mesi di distanza dalla sua uscita originale il terzo film con il migliore incasso della stagione autunno-inverno 2019-2020, questo purtroppo anche a causa della Pandemia di Coronavirus.

A prescindere dai posticipi dei grandi blockbuster primaverili, comunque, il cinecomic con Joaquin Phoenix si è rivelato uno dei successi più importanti e dirompenti della DC Films, e questo probabilmente perché distaccato da ogni altro progetto dell’etichetta cinematografica e legato alla visione scorsesiana della storia d’origini del Clown Criminale ideata da Phillips. E ovvio, anche grazie alla sontuosa interpretazione di Phoenix, che gli è valsa la vittoria del suo primo – e meritatissimo – Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Con 1 miliardo e 74 milioni di dollari incassati in tutto il mondo e con la Warner che sicuramente starà spingendo per continuare a produrre film di simile stampo autoriale, Phillips e Phoenix, P&P, si sentiranno lusingati da simili avance, anche considerato che i due dovrebbero già aver discusso di un modo per proseguire la storia di Arthur Fleck. Anzi, stando alle loro dichiarazioni, nessuno dei due se la sente di escludere a priori l’eventualità di un sequel del film, ma allo stesso tempo neanche confermano.

Questo significa che un Joker 2 potrebbe sicuramente arrivare in futuro: Phillips e il co-sceneggiatore Scott Silver non dovrebbero poi faticare molto a costruire un prosieguo con quelle atmosfere, cercando di mantenere intatta l’anima critica e autoriale del progetto. E vi diremo di più: non è sciocco pensare all’arrivo di più di un sequel e di altri titoli “Black Label” – se così vogliamo chiamarli.

Il discorso vero da affrontare è uno solo: sono davvero necessari? È così essenziale portare avanti la storia di Arthur? Uno degli elementi formidabili del cinecomic è proprio questa sua aura di mistero e di mise en abysme del protagonista, che da sola dà costrutto e conclusione alla sua psicologia, chiudendo effettivamente la storia delle sue origini eppure lasciando aperto uno spiraglio per il suo ritorno nel mondo del crimine di Gotham, ormai contaminato dalla sua follia.

È giusto rovinare un così bel finale per scrivere qualcosa che potrebbe non essere all’altezza del suo predecessore? Premia il personaggio, la fatica e il prodotto? A nostro avviso si potrebbe continuare con uno o più sequel solo se venisse garantita la stessa intensità e la stessa qualità generale, il che è davvero difficile con dei secondi o terzi capitoli, essendo dietro l’angolo il rischio derivazione o ripetitività.

Immaginiamo che sarà solo il tempo a dircelo, ma vi invitiamo comunque a scrivere le vostre opinioni nei commenti.

Fonte : Everyeye