Susanna Vianello, i colleghi della radio: “Un’energia contagiosa, non ci aveva detto del tumore”

Energia da vendere e sorriso contagioso. Il ritratto di Susanna Vianello ha gli stessi colori per tutti quelli che la conoscevano e che oggi piangono la sua scomparsa. Una morte repentina, arrivata a poco più di un mese dalla diagnosi del tumore, di cui in pochissimi erano a conoscenza. Non si lamentava mai Susanna – figlia di Edoardo Vianello e Wilma Goich, speaker radiofonica, che a luglio avrebbe compiuto 50 anni – se non per quel mal di schiena che ultimamente le dava il tormento, e che forse l’ha portata alla drammatica scoperta.

In onda su Radio Italia Anni ’60 Roma, ogni sabato mattina, fino a fine febbraio con il suo programma di chiacchiere, allegria e musica emergente, quella che amava far conoscere al pubblico. Poi lo stop, ma per l’emergenza coronavirus, non per quel tumore di cui continuava a non parlare. La notizia della sua morte, arrivata sulla chat WhatsApp della radio dal direttore Patrizio Polifroni, ha lasciato sbigottiti tutti i colleghi. Lo speaker Alessandro Ibba le aveva appena mandato un messaggio per sapere come stava – lui era uno dei pochi a conoscere le sue condizioni di salute -, Joseph Altamura, attore che da qualche mese conduceva il programma insieme a loro, l’aveva sentita giorni prima, con la promessa di tornare presto on air. 

“A febbraio aveva forti mal di schiena, si lamentava di una sciatica – spiega Ibba a Today – Io ho saputo che stava male soltanto a marzo, ma lo aveva detto a pochissime persone. Nelle ultime settimane l’ho sentita qualche volta, per sapere come stava, mi ha detto che doveva iniziare la cura. Non ha fatto in tempo. Di lei mi resterà questa energia incredibile, la sua risata contagiosa”. Una donna eccezionale e una professionista generosa, come racconta anche Altamura: “Per me è una persona speciale, che se n’è andata in silenzio come tutti i grandi sanno fare – dice al teledono con la voce rotta dalla commozione – Una persona radiosa, piena di energia e voglia di vivere che trasmetteva a chiunque le stava vicino. Aveva l’amore negli occhi, per tutto quello che faceva. Mi aveva invitato in radio come ospite, poi mi ha chiesto se volevo far parte della squadra. Mi ha fatto anche questo regalo”. 

La colazione al bar prima di andare in onda, il loro buongiorno, poi di corsa in studio e dall’altra parte del vetro, in regia, Chiara Proietti, che la ricorda così: “Per me non era la ‘figlia di’, ma era Susanna. Parlavamo di tutto, ma soprattutto ridevamo molto. Di lei ricorderò tre cose. La prima, le tante risate che ci facevamo fuori e durante il programma. La seconda, quando mi salutava in regia ed era contenta per il mio sorriso: mi faceva piacere sapere che le dava serenità nell’affrontare la diretta, per me significava fare bene il mio lavoro. La terza è aver scoperto alla cena di Natale della radio, mentre Edoardo Vianello accennava i Watussi, che proprio lei non sapeva ballare l’hully gully, o almeno non benissimo. Da quel giorno la prendevo in giro”.

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Sarà difficile tornare in onda senza di lei, sarà ancora più difficile farlo con il sorriso davanti a quel posto vuoto, ma il suo ricordo è già ‘on air’ e lo sarà sempre.

Fonte : Today