Il wc tecnologico che ti dice quanto sei in salute

Per distinguere un utilizzatore dall’altro sfrutta un sistema di riconoscimento biometrico molto particolare

wc tech(Foto: Nature)

In momenti come questo dove in buona parte del mondo la carta igienica è diventato un bene di lusso, avere un bidet può davvero fare la differenza. Oltre a quello classico che è separato dal wc ci sono anche le varianti incorporate, come quelle assai popolari in Giappone, con una presenza di soluzioni automatizzate importanti.

Ma anche la più evoluta proposta del leader del segmento, Toto, non può competere con quella descritta in un recente paper di Nature. La rivista scientifica ha infatti spiegato come un wc tecnologico possa fungere da vero e proprio mini laboratorio di analisi personale casalingo.

Il titolo dello studio lo descrive come un “Sistema igienico montabile per il monitoraggio sanitario personalizzato attraverso l’analisi degli scarti”. E per scarti si intendono naturalmente quelli di produzione umana sia solidi sia liquidi, qualcosa che può davvero raccontare molto sul benessere o meno di un individuo.

Visto da fuori, il wc tecnologico non è poi così diverso da quelli nipponici, con la seduta che incorpora una pulsantiera e il braccetto che produce il getto per la pulizia. Al contempo, però, incorpora una serie di sensori del tutto particolari.

C’è infatti quello che raccoglie campioni di rifiuti liquidi e quello che si dedica a quelli solidi. I campioni sono analizzati in breve tempo alla ricerca di eventuali globuli rossi, verranno considerati elementi come consistenza, colore e quantità di glucosio. Tutto sarà poi raccolto on the cloud in quella che si può immaginare come una sorta di cartella personale.

Per riconoscere un utente da un altro, dato che è più che verosimile che in casa diverse persone utilizzino lo stesso wc, si sfruttano due modi, entrambi basati sulla scansione biometrica. Il primo è classico, legge l’impronta digitale su un piccolo pannello laterale. Il secondo è più particolare perché è soprannominato “analprint” e si può facilmente immaginare a quale zona del corpo si riferisca: va a riconoscere le pieghe di quell’area privata, che formano una sorta di disegno univoco per ogni individuo.

Questo progetto raccontato da Nature per ora non ha ancora un’applicazione reale, ma non c’è dubbio che potrebbe ispirare prodotti destinati al commercio globale, soprattutto in questo periodo storico di emergenza da coronavirus Covid-19.

Fonte : Wired