Negli Stati Uniti i neri sono i più colpiti dal virus

In Louisiana, uno degli stati più in difficoltà per l’emergenza coronavirus, il 70 per cento delle persone contagiate è afroamericano. Questo nonostante i neri rappresentino solo il 32 per cento della popolazione. A Chicago, dove i neri sono il 23 per cento della popolazione, sette persone dieci morte finora per il virus erano nere. In Michigan quattro su dieci.

Come ha spiegato Charles M. Blow, opinionista del New York Times, questo si spiega con il fatto che il nuovo coronavirus colpisce in modo particolarmente duro le persone con patologie pregresse, come diabete, problemi cardiovascolari, ipertensione e obesità. E in generale nelle comunità afroamericane l’incidenza di queste malattie è più alta che per altri gruppi. “I neri statunitensi hanno il 77 per cento di possibilità in più rispetto ai bianchi di essere diabetici”.

Blow racconta la storia di un giovane chef di Detroit, una delle città più colpite finora dal virus, che era diabetico e qualche giorno fa è morto di covid-19. La situazione, spiega il giornalista, è aggravata dal fatto che la maggioranza dei neri statunitensi vive nel sud, dove i livelli di povertà e malattie croniche sono generalmente più alti che nel resto del paese. Questi stati sono governati quasi tutti dai politici repubblicani, che negli ultimi anni si sono opposti all’espansione del Medicaid (il programma sanitario governativo per le persone a basso reddito) consentita dall’Obamacare.

A questo si aggiunge il fatto che spesso i neri, e i più poveri in generale, fanno lavori che non possono essere svolti da remoto, quindi per non perdere il posto devono uscire di casa, esponendosi ulteriormente al rischio di contagio.

Fonte : Internazionale