Coronavirus, approvato il decreto scuola: ecco cosa cambia

Il Consiglio dei ministri (ancora in corso, ndr) ha dato il via libera al decreto scuola, con tutte le misure per finire l’anno scolastico alle prese con l’emergenza Covid-19.

Il “pacchetto scuola” presentato dalla ministra Lucia Azzolina, contiene le misure per la conclusione dell’anno scolastico, per l’esame di Maturità e per la ripartenza del prossimo ciclo a settembre.

Qualora sia possibile il rientro a scuola entro tale data, si prevede che:

  • per entrambi di cicli di istruzione, le ordinanze potranno adattare i requisiti di ammissione alla classe successiva previsti dalla normativa vigente, in considerazione della effettiva possibilità di recupero degli apprendimenti e dell’impegno dimostrato dagli alunni;
  • per l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, le commissioni di esame potranno essere articolate in maniera diversa rispetto a quanto previsto, avendo come criterio direttivo la presenza di commissari tutti interni all’istituzione scolastica con presidente esterno alla stessa. Si potranno rivedere le prove di esame rispetto a quanto previsto, con la possibilità della sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una predisposta dalla commissione di esame della specifica istituzione scolastica, sulla base di criteri di uniformità dettati a livello nazionale.

Nella più grave ipotesi in cui lezioni in presenza non riprendano entro il 18 maggio 2020, o che per ragioni legate all’emergenza sanitaria gli esami non possano svolgersi in presenza, le ordinanze ministeriali potranno invece disporre modalità telematiche per la valutazione finale degli alunni e per gli scrutini finali. Inoltre, per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, sarà consentito sostituire l’intero esame con la valutazione finale da parte del consiglio di classe, integrando la stessa con la valutazione di uno specifico elaborato redatto dallo studente candidato all’esame. La definizione di contenuti e modalità di esecuzione di tale elaborato saranno definite nell’ordinanza stessa. Eccezionalmente, per l’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, vi potrà essere la previsione di un solo colloquio, sostitutivo di tutte le prove di esame. Tale eventualità richiederà la rimodulazione dello stesso colloquio e dei punteggi di esame previsti.

Si prevede che, in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicuri comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione e che, in relazione al periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo, esclusivamente per l’anno scolastico 2019/2020, le attività di verifica da parte dei dirigenti tecnici, previste nel caso di reiterazione del periodo di prova, qualora non effettuate entro il 15 maggio 2020, sono sostituite da un parere consultivo reso dal dirigente tecnico in sede di comitato di valutazione.

Il testo conferma, per tutto l’anno scolastico 2019/2020, la sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Coronavirus, per la scuola la deadline 18 maggio

Il decreto scuola stabilisce le modalità di chiusura dell’anno scolastico a seconda del ritorno o meno in classe per il 18 maggio, la data che ormai è la deadline per la riapertura (poco probabile) delle scuole.

Per gli studenti che frequentano gli anni intermedi (elementari, medie o superiori) si prevede l’ammissione all’anno successivo con una pagella “reale”, che fotograferà quando svolto dallo studente sia nel periodo precedente la chiusura delle scuole che in quello post chiusura, con voti che terranno quindi conto anche delle lezioni con la didattica a distanza.

Coronavirus, come funzionerà la maturità

Per quanto riguarda la Maturità, Azzolina ha più volte ripetuto che gli studenti saranno tutti ammessi all’esame, ma non automaticamente tutti promossi: è escluso quindi il “6 politico”. Il decreto recepisce questa visione.

Come ha illustrato la ministra ieri a Che tempo che fa, la prima ipotesi, se si torna entro il 18 maggio, è un esame con commissione interna e presidente esterno, con seconda prova preparata dalla commissione interna, perché dobbiamo garantire prove aderenti al percorso. “Se non si tornasse a scuola, ci sarebbe solo la prova orale“.

L’orale potrebbe essere anche svolto “da remoto”, con collegamenti online come già avviene nelle università, ma non è detto: dipende comunque dall’evoluzione della situazione coronavirus.

Il 17 giugno quindi, la Maturità inizia per tutti con il tema di italiano con le tracce stabilite dal Ministero; gli argomenti della seconda prova scritta li deciderà invece la commissione formata da soli membri interni, con presidenti esterni.

Anche per lo svolgimento dell’esame di terza media (che dovrebbe essere affrontato in un successivo atto) sono due le opzioni: se non si torna entro il 18 maggio, l’esame salta e lo studente riceve solo il voto finale, tramite scrutinio dell’anno, e con una semplice consegna di una tesina; altrimenti, se si tornerà in classe, l’esame si terrà ma in modo molto semplificato.

Coronavirus, cosa cambia a settembre

Chi ha delle lacune (dovute anche a problemi tecnici con la dad), su indicazione del consiglio di classe, recupererà gli apprendimenti da inizio settembre: non si tratterà quindi di recuperare le insufficienze tramite un corso di recupero, ma di riprendere o approfondire la parte di programma fatta poco o male in questi mesi.

Non ci sono per ora misure sul possibile “scenario” di proseguire con la didattica a distanza anche il prossimo autunno, in caso di nuovi focolai di contagi, comunque non escluso dal Ministero.

Didattica a distanza? Un terzo delle famiglie senza pc o tablet 

Non è stato oggetto del Cdm nemmeno il possibile obbligo in classe delle mascherine, viste le ordinanze delle varie Regioni sul loro utilizzo nei luoghi chiusi. Si tratterebbe di provvedere ad adeguate protezioni per 9 milioni di persone tra personale, corpo docente e studenti.

Coronavirus, nessun 6 politico

“Non era e non è accettabile il così detto 6 politico o come dicono in Spagna ‘todos caballeros'” ha sottolineato il presidente dell’Associazone nazionale presidi Mario Rusconi. “Non è giusto nei confronti degli studenti né nei confronti degli insegnanti e del loro lavoro, soprattutto dopo le difficoltà della didattica a distanza. Bene invece che la commissione sia composta da tutti membri interni, eccetto il presidente che è esterno ma fa da notaio, perché in questo modo i ragazzi vengono valutati dagli insegnanti che li hanno seguiti sin dall’inizio del loro iter di studio e quindi li conoscono bene“.

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“Ggli studenti che non devono affrontare esami saranno comunque valutati sia se si torna a scuola o no. Anche se il ritorno sarà a settembre prossimo, gli studenti dovranno dimostrare di aver colmato lacune se ve ne erano”.

Fonte : Today