Le Regioni impongono le mascherine ma molte farmacie non le hanno

Un’indagine di Altroconsumo rivela che in otto città campione quasi una farmacia su due non ha disponibilità di mascherine, nonostante alcune regioni inizino a renderla obbligatoria

(Photo by Arif Hudaverdi Yaman/Anadolu Agency via Getty Images)

Mascherina sì, mascherina no. Sorgono nuovi dilemmi e dubbi sull’obbligo all’uso delle mascherine esteso ai cittadini che devono uscire di casa o per recarsi sul posto di lavoro o per andare a fare la spesa. E mentre si moltiplicano le ordinanze regionali che definiscono l’uso di questi dispositivi di protezione sul territorio, l’associazione Altroconsumo ha condotto un’indagine sulla disponibilità e sui prezzi delle mascherine nelle farmacie.

Nel complesso, i dati riportati evidenziano che nel 43% delle 112 farmacie e parafarmacie contattate dall’associazione in 8 città italiane non c’è disponibilità di mascherine. E la situazione rischia di essere ulteriormente grave dato che in alcune regioni come la Lombardia, in base all’ordinanza in vigore dal 5 aprile, è ormai proibito uscire di casa senza mascherina o senza avere almeno coperto naso e bocca “con qualunque altro indumento”.

Lo stesso si accinge a fare la Regione Toscana, anche se, da quanto si apprende da Il Sole 24 Ore, qui l’entrata in vigore del provvedimento sembra più graduale e subordinata alla distribuzione gratuita di oltre 10 milioni di mascherine da parte dei Comuni. Resta comunque il problema che a oggi, nonostante il decreto Cura Italia sancisca la possibilità di produrre e vendere questi dispositivi in deroga alle norme esistenti e con una semplice autocertificazione, in molti casi le farmacie sono ancora prive di mascherine.

Secondo l’indagine di Altroconsumo, per esempio, a Milano il 42,9% (9 farmacie su 21) delle farmacie interpellate ha dichiarato di non avere disponibilità di mascherine di alcun tipo. A Firenze, invece, sono il 35% le farmacie in cui le mascherine sono introvabili, mentre a Bari si scende al 30% e a Napoli al 25% di punti vendita che hanno dichiarato di non avere disponibilità.

Peggio di Milano, però, fanno Bologna, dove una farmacia su due ha dichiarato di essere sprovvista di mascherine, Palermo, dove questi dispositivi sono assenti dal 70% delle farmacie e parafarmacie, e infine Roma, dove su 21 punti vendita interpellati 16 di essi (76,2%) non hanno disponibilità di alcun genere.

Un’eccezione è rappresentata dal Veneto, dove a Padova ognuna delle farmacie contattate aveva disponibilità di mascherine. Peraltro, la regione è stata tra quelle che ha eseguito il maggior numero di tamponi dall’inizio dell’emergenza e al momento ha già acquistato oltre 24 milioni di mascherine e ne sta consegnando oltre 239mila al giorno alle Usl, le unità sanitarie locali.

Ma il problema evidenziato da Altroconsumo non riguarda soltanto la disponibilità. Nel caos della produzione e della distribuzione non si ferma nemmeno la speculazione sui prezzi delle mascherine, che in un primo momento aveva colpito soprattutto il web. Sempre nei punti vendita interpellati, per esempio, in una farmacia di Napoli si può trovare una mascherina “chirurgica” al prezzo di 6,50 euro, mentre a Milano il prezzo scende a 50 centesimi al pezzo.

Mediamente, il costo per una mascherina chirurgica o parachirurgica (generalmente in tessuto e lavabile), tra le più vendute nelle farmacie che ne hanno disponibilità, è di 2 euro al pezzo, mentre per i dispositivi di tipo Fpp2 si sale a 10 euro e si arriva a 30 euro nel caso di mascherine Fpp 3, che però sono quasi completamente assenti dalle farmacie.

Fonte : Wired