Promised land, nel cuore malato degli Stati Uniti

Dopo essersi affermato nel panorama indipendente con film come Drugstore cowboy o Belli e dannati, Gus Van Sant si è sempre mosso in equilibrio tra film più radicali, diciamo d’autore come Elephant (Palma d’oro a Cannes nel 2003), Paranoid Park o Last days; narrazioni cinematografiche più convenzionali, come Scoprendo Forrester, Milk e Will Hunting. Genio ribelle; e infine pellicole a metà strada, estremamente originali, come Da morire (purtroppo difficile da trovare in streaming) o arditi esercizi di stile, come il suo remake di Psycho. Insomma il regista del Kentucky è difficile da classificare.

Promised land, presentato a Berlino nel 2012, è un film di denuncia in cui si parla di fracking (l’estrazione idraulica di petrolio) e della spregiudicatezza delle grandi aziende energetiche. Ma racconta soprattutto il declino inesorabile di un intero mondo, quello delle grandi comunità agricole statunitensi. Steve (Matt Damon) acquista i diritti di sfruttamento del sottosuolo per un’azienda che estrae gas naturale. Ha successo perché viene da una comunità agricola molto simile, se non uguale, a quella presa di mira. Sa come trattare con quelle persone. Insieme alla collega Sue (Frances McDormand) passerà più di un mese tra loro e sarà costretto a mettersi in gioco personalmente per conseguire i suoi obiettivi, soprattutto dopo la comparsa di Dusty (John Krasinski), un ambientalista che fa di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote.

Con dei campi lunghi da western (magistralmente fotografati da
Linus Sandgren), Van Sant sembra voler indurre una specie di nostalgia per un mondo perduto dove la maestosità del paesaggio si scontra con la povertà, molto ben nascosta dietro i fienili immacolati e i campi coltivati. Nella sceneggiatura, scritta da Krasinski e Damon su un soggetto dello scrittore Dave Eggers, ci sono almeno un paio di colpi di genio. I dialoghi e gli interpreti anche in ruoli secondari – citerei, uno per tutti, Hal Holbrook – perfetti. Intrigante la colonna sonora di Danny Elfman. Insomma Promised land va oltre il film di denuncia, un colpo (alla Clint Eastwood) dritto al cuore malato di un sistema che continua a illudere le persone con promesse che non ha nessuna intenzione di mantenere.

Promised land
Di Gus Van Sant. Con Matt Damon, John Krasinsky, Frances McDormand, Rosemarie DeWitt, Hal Holbrook. Stati Uniti 2012, 106’. Su PrimeVideo.

Fonte : Internazionale