Il bollettino del 6 aprile spiegato: oggi solo buone notizie (o quasi)

Giornata di buone notizie, questo 6 aprile: in Italia si sono registrati 3599 nuove persone contagiate dal Coronavirus in Italia, che hanno portato il totale a 132.547 positivi, di cui 22.837 guariti (+ 1022) e 16.523 decessi (+ 636). Sono questi gli ultimi dati aggiornati presentati nel bollettino di oggi, lunedì 6 aprile, dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del consueto punto stampa delle 18. Dei casi positivi, 60.313 si trovano in isolamento domiciliare, 28.976 sono ospedalizzati e 3898 sono ricoverati in terapia intensiva, confermando il trend negativo degli ultimi tre giorni (-79). Per il secondo giorno consecutivo, infatti, diminuisce il numero dei pazienti ammessi in reparto. Il numero di tamponi effettuati è pari a 721.732, circa 30mila in più rispetto a ieri.

“Non siamo ancora al picco, ma in Italia oggi ci sono stati davvero molti pochi nuovi casi di contagio”. Giovanni Forti, 25 anni è studente di Economics all’Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant’Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell’analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “Per la prima dal 17 marzo siamo sotto i 3600 contagiati in un giorno in Italia – commenta Forti per Fanpage.it -. La crescita percentuale è bassa, anche se parliamo comunque di migliaia di persone. La crescita in termini assoluti, molto bassa, credo sia ancor più significativa”.

Quali regioni trainano questo dato?

La seconda buona notizia del giorno, in tutte le regioni italiane questo aumento è molto basso. Nessuna regione italiana ha superato il 6% dei casi. La Puglia, col 5,5% è stata quella che ha fatto registrare l’aumento più alto. Le regioni più colpite dal Coronavirus hanno fatto registrare aumenti ancora più bassi: 2,1% la Lombardia, 2,7% l’Emilia – Romagna, 3,2% il Veneto, 4,5% il Piemonte.

Com’è andata a Milano? Nei giorni scorsi ha destato grande preoccupazione la crescita dei nuovi casi nel capoluogo lombardo…

Milano è ancora la provincia che cresce di più in Italia. Anche oggi fa +308 casi, più di un quarto di tutti i nuovi casi in Lombardia sono a Milano. Senza Milano, la Lombardia sarebbe a zero nuovi casi attivi, o quasi. Anche a Milano sta migliorando la situazione, perché la crescita media nei giorni scorsi era del 4,7%, mentre oggi è del 2,7%, con più di 100 nuovi casi in meno di ieri. Nonostante tutto, anche Milano si avvicina a una crescita molto contenuta, quindi.

Tante buone notizie, ma di solito il lunedì c’è il trucco: il basso numero dei tamponi eseguiti durante il weekend…

Oggi sono stati analizzati 30mila tamponi circa: nemmeno pochi. Il 17 marzo, quando c’erano stati meno di 3600 casi, li avevamo avuti a fronte di una giornata da meno di 9000 tamponi. All’epoca il tasso di positività era altissimo. Oggi i positivi sono il 12% dei tamponi eseguiti. Anche questa è una buona notizia.

Se hai cattive notizie, daccele ora…

Qualche cattiva notizia c’è: il Piemonte, ad esempio, ha un numero di deceduti un po’ più alto dei giorni scorsi. A oggi, sia per nuovi casi, sia per decessi, è la regione che desta più preoccupazione.

Come va nelle grandi città del Sud come Roma e Napoli. Venerdì ci eravamo lasciati con qualche preoccupazione…

La situazioni delle grandi città del centro-sud,  ad esempio a Napoli , è migliorata molto. A Napoli abbiamo solo 36 nuovi casi, a fronte dei 100 casi di venerdì scorso, ma oggi sono stati fatti anche pochi tamponi, a essere onesti. Anche a Roma, Bari e Palermo abbiamo avuto oggi crescite molto contenute. A Palermo oggi abbiamo avuto solo due casi in più.

Un’ultima curiosità: siamo al 26esimo giorno di lockdown: com’è possibile che ancora oggi ci sono migliaia di contagi al giorno?

È la domanda da un milione di dollari. Possiamo dire che ci sono luoghi in cui il contagio è accelerato, nei giorni di lockdown: i centri per anziani e gli ospedali, ad esempio. Il resto dei contagi è avvenuto in casa: chi aveva già un contagiato in casa, col lockdown si è ritrovato contagiato. Tieni conto che in casa ci sono molte meno precauzioni.

Fonte : Fanpage