Coronavirus, Oms: “Ringraziare gli infermieri in prima linea”

Gli infermieri sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario. Oggi tantissimi di loro si trovano in prima linea nella battaglia contro Covid-19 e gli va riconosciuto un plauso particolare. A sottolinearlo è stato il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Rappresentano oltre la metà di tutti gli operatori sanitari del mondo, fornendo servizi vitali all’interno di tutto il sistema medico e nel corso di questa pandemia stanno fornendo cure e somministrando terapie, promuovendo il dialogo con i pazienti e, in certi casi, risultando utili anche per la raccolta di dati destinati a studi clinici. “Molto semplicemente, senza di loro non vi sarebbe risposta. Prendiamoci un minuto di tempo per ringraziarli”, recita anche uno dei poster creati per l’iniziativa. E’ questo è l’invito che arriva dall’Oms, soprattutto in occasione della Giornata Mondiale della Salute che si celebra domani, 7 aprile, dedicata per il 2020 proprio alla figura dell’infermiere e dell’ostetrica.

Il rapporto “The Nursing 2020”

A spiegare nel dettaglio il ruolo di queste fondamentali figure professionali e a ricordare alla popolazione e ai leader mondiali il “ruolo che svolgono nel mantenere il mondo in salute”, l’Oms ha citato anche in un articolo apparso sul proprio sito, i risvolti di un rapporto, denominato “The Nursing 2020”. Lo studio tende a sottolineare anche come la pandemia di Covid-19 stia riproponendo l’urgente necessità di rafforzare la forza lavoro sanitaria globale. Investire su di loro “è fondamentale nella promozione della salute, nella prevenzione delle malattie e nell’assistenza sanitaria in tutti i settori”, dicono gli esperti ma numericamente sono ancora troppo pochi e, entro il 2030, “ne mancheranno 9 milioni, a meno che ora non vengano intraprese azioni radicali subito”.

Quasi 28 milioni di infermieri nel mondo

Come dice il rapporto, infatti, oggi ci sono poco meno di 28 milioni di infermieri in tutto il mondo. Tra il 2013 e il 2018, il numero di infermieri è aumentato di 4,7 milioni. Ma questo dato rimarca l’esistenza di un deficit globale di 5,9 milioni di unità, con lacune più evidenti riscontrate nei paesi dell’Africa, del Sud-est asiatico e in alcune aree dell’America Latina. È evidente, dicono gli esperti, che oltre l’80% degli infermieri nel mondo lavora in Paesi che ospitano metà della popolazione mondiale. E uno su otto di essi lavora in un Paese diverso da quello in cui è nato o si è formato professionalmente. Senza contare che il progressivo invecchiamento del personale minaccia anche la forza lavoro infermieristica: uno su sei degli infermieri del mondo dovrebbe ritirarsi nei prossimi 10 anni. Per evitare la carenza globale, il rapporto stima che i Paesi che soffrono di carenza debbano aumentare il numero totale di laureati in infermieristica in media dell’8% all’anno, garantendo una migliore capacità di ingresso nel sistema sanitario.

Investire in fretta

ll messaggio del rapporto è chiaro, dicono dall’Oms. I governi devono investire in modo massiccio e veloce sulla professione infermieristica e nella creazione di posti di lavoro. Senza infermieri, ostetriche e altri operatori sanitari, i Paesi non possono vincere la battaglia contro le epidemie o raggiungere la copertura sanitaria universale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile che le autorità sanitarie globali si sono poste.  

Fonte : Sky Tg24