Ancora problemi con Zoom: chat registrate finiscono online senza protezione

Nuovi problemi di sicurezza per la app di videoconferenze: le conversazioni registrate sono disponibili online e non protette, esponendo così dati personali e informazioni riservate

Quartier generale di Zoom (Photo by Smith Collection/Gado/Getty Images)

Sono migliaia le videoconferenze registrate tramite Zoom che sono state esposte pubblicamente sul web per via del sistema con cui la piattaforma nomina i file creati. Così viene a galla un nuovo problema nel campo della privacy per l’applicazione di videoconferenze in cloud che durante la pandemia da coronavirus ha guadagnato popolarità facendo registrare un picco di 200 milioni di utenti mensili.

Un report del Washington Post ha evidenziato come tra i video esposti sul web fossero presenti sessioni di terapia individuale, colloqui orientativi e formativi per i lavoratori, lezioni scolastiche e addirittura videochiamate con il proprio medico.

Migliaia di conferenze private improvvisamente sono diventate di dominio pubblico e con esse anche tutti i dati di cui gli utenti parlavano. Nomi, numeri di telefono o previdenza sociale, bilanci di società private, voti scolastici dei ragazzi. A tutto questo si aggiungono anche tantissimi volti e voci dei minori che sfruttano l’applicazione per seguire le lezioni da casa.

Alcuni dei video pubblicati mostrano anche dei nudi, come nel caso di una lezione di una docente di estetica impegnata a mostrare agli studenti come eseguire una ceretta brasiliana.

Informazioni di identificazione personale e conversazioni intime registrate dalle persone sono diventate pubbliche poiché Zoom salva le registrazioni con un nome standard, che una semplice ricerca online può individuare. Il servizio archivia i video salvati in uno spazio online separato al quale si può accedere senza la necessità d’inserire una password.

Nonostante Zoom di default non registri una videoconferenza, un host può decidere di effettuare la registrazione senza il consenso degli altri partecipanti. Questi saranno semplicemente avvisati tramite una notifica di sistema quando la registrazione ha inizio. Già questa era una lacuna nel campo della privacy. Ma la disponibilità online dei file la aumenta.

Zoom ha deciso di sospendere il rilascio di nuove funzionalità per 90 giorni in modo da concentrare maggiormente i suoi sforzi sulla risoluzione dei problemi di sicurezza e privacy.

Fonte : Wired