Nascite e divorzi dopo l’isolamento

Variazione del tasso di natalità, in percentuale, rispetto alla media stagionale nei mesi trascorsi dall’inizio di un’epidemia.

Dopo aver invitato i suoi concittadini a restare a casa per fermare la diffusione del Covid-19, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj li ha invitati ad approfittarne per invertire il calo demografico facendo più bambini. L’idea che costringere le coppie a passare più tempo a casa possa portare a un aumento dei concepimenti è abbastanza comune, nota l’Economist. In effetti, nel caso di disastri naturali come gli uragani che hanno colpito gli Stati Uniti negli ultimi anni è stato osservato un aumento delle nascite a nove mesi di distanza.

Ma catastrofi più gravi, come le carestie e i terremoti, tendono ad avere l’effetto opposto, e le epidemie sembrano rientrare in questa categoria. Nel caso del coronavirus, sulla decisione delle coppie peseranno anche altri fattori, come l’entità e la durata della crisi economica. Quel che è certo, conclude l’Economist, è che con l’isolamento c’è più tempo per il sesso: le vendite di sex toys e profilattici hanno già registrato un netto aumento.

Divorzi cinesi
Ma non sempre la vicinanza rafforza le coppie. In Cina, dopo che sono state allentate le misure d’isolamento, varie amministrazioni locali hanno registrato un numero di domande di divorzio più alto della norma, scrive Bloomberg. Non si tratta di dati ufficiali, perché Pechino pubblica le statistiche nazionali al riguardo una volta all’anno, ma di resoconti in arrivo da varie città, come Miluo, nell’Hunan, dove già nei primi giorni dell’uscita dall’isolamento si sono formate lunghe code davanti agli uffici dove si depositano le richieste. Nel 2019 hanno divorziato 4,15 milioni di coppie cinesi.

Fonte : Internazionale