L’Aquila, un fascio di luce azzurra verso il cielo: la città ricorda le vittime del sisma

Un fascio di luce azzurra simbolo di speranza, è stato proiettato verso il cielo e ha illuminato piazza Duomo. Inevitabilmente condizionato dalla restrizioni legate all’emergenza coronavirus, che non ha consentito lo svolgimento della fiaccolata come accaduto negli anni scorsi, si è svolto nella notte, in piazza Duomo all’Aquila, un momento di ricordo e commemorazioni delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Il sisma causò 309 morti, 1.600 feriti e 80.000 sfollati circa.

Alle 19 il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che nel 2009 era sindaco del piccolo Comune di Villa Sant’Angelo, martoriato dalle perdite, e l’arcivescovo metropolita, cardinale Giuseppe Petrocchi, hanno deposto un ramoscello d’ulivo benedetto sul luogo dove sorgeva la Casa dello Studente e dove morirono sotto le macerie 8 studenti. Alle 23:30 un vigile del fuoco ha acceso un braciere posizionato nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Suffragio. C’erano il prefetto della provincia dell’Aquila, Cinzia Torraco, il sindaco Biondi, e il sindaco di Barisciano, Francesco Di Paolo, in rappresentanza dei comuni del cratere del terremoto 2009.

Alle 3:32, orario del tragico terremoto del 6 aprile 2009, hanno suonato 309 rintocchi dal campanile della chiesa in memoria delle vittime. Pochi giorni fa era stato lanciato l’appello (accolto da numerosi Comuni italiani, Anci, e associazioni) sottoscritto dai Comitati familiari delle vittime e dal sindaco Biondi, di accendere un lume o il proprio cellulare alla finestra, nella notte tra il 5 e il 6 aprile per commemorare le vittime del sisma e tutti coloro che in questi giorni stanno morendo in solitudine per il coronavirus.

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In un messaggio al sindaco dell’Aquila, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato come il terremoto “portò morte e devastazioni, gettò numerose famiglie nella sofferenza e talvolta nella disperazione, rese inaccessibili abitazioni, edifici, strade, costringendo a un percorso fortemente impegnativo, prima di sopravvivenza, poi di ricostruzione. La ricorrenza di quest’anno si celebra in un contesto eccezionale, determinato da una pericolosa pandemia che siamo chiamati a fronteggiare con tutta la capacità, la responsabilità, la solidarietà di cui siamo capaci. Un’emergenza nazionale e globale si è sovrapposta a quell’itinerario di ricostruzione che gli aquilani stanno percorrendo, che ha già prodotto risultati importanti ma che richiede ancora dedizione, tenacia e lavoro”.

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Fonte : Today