Coronavirus, emergenza nelle case di riposo. La Regione: “Cluster da isolare e mettere in sicurezza”

L’attenzione è massima in queste ore su case di riposo e residenze per anziani, dopo il boom di contagiati dal coronavirus rilevati all’interno delle strutture durante la settimana appena trascorsa, risultato determinante nel computo totale dei positivi nel Lazio.

Su 199 casi registrati nella giornata di ieri, lo ricordiamo, un terzo proviene da cluster presenti nelle Rsa. “È fondamentale mantenere alta l’attenzione attuando tutte le misure disposte” ha ribadito in mattinata l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione.

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In queste ore è stata avviata una verifica a tappeto sulle strutture di Roma, in collaborazione con il Prefetto. E si è concluso lo svuotamento della casa di riposo Giovanni XXIII di via Galeffi, sul territorio della Asl Roma 2. Qui ieri erano 28 i nuovi casi positivi.

Altra struttura sotto stretta osservazione ricade invece tra le competenze della Asl Roma 3, la Rsa Villa Giulia, struttura di lungodegenza con 40 posti letto, dove i contagiati – secondo gli ultimi dati di ieri – sono 18. Mentre in provincia restano sotto la lente delle autorità sanitarie la casa di cura di San Polo dei Cavalieri, Asl Roma 5, e la Rsa Madonna del Rosario di Civitavecchia.

A livello regionale, si chiarisce dall’Unità di crisi, “i cluster maggiormente attenzionati continuano a essere quelli di Frosinone (Veroli e Cassino) e quelli di Rieti. Sono cluster di comunità che vanno isolati e messi in sicurezza”.

Poi la polemica su presunte carenze nella gestione del pre emergenza. “I numeri che vediamo oggi sono l’effetto di mancate azioni, da parte delle Residenze per Anziani, in ottemperanza delle prescrizioni che erano state date dal servizo sanitario regionale già dal febbraio scorso”.

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Fonte : Roma Today