Grosse bugie, la recensione del film erotico con Ana de Armas

Prendete un manipolo di attori giovani e belli, maschi dal fisico scolpito e ragazze dalle forme snelle e sensuali, mixate con feste in discoteca e rave-party a base di alcol e droga e quello che otterrete sarà probabilmente un prodotto molto simile a questo Grosse bugie, film spagnolo del 2009 che gioca tutte le proprie carte esclusivamente sul sex-appeal dei suoi numerosi protagonisti. Una ricetta semplice e furba, come testimoniato dal notevole incasso nei cinema nazionali, quella pensata dai registi e sceneggiatori Alfonso Albacete e David Menkes, che hanno reclutato giovani promesse della scena indigena o latina in generale.
Alcune future star, come Mario Casas e la ora richiestissima Ana de Armas sono inserite all’interno di una trama lineare dove il sesso, nelle sue varie declinazioni, è la perenne costante dei cento minuti di visione.

Tutto e niente

La storia è al grado zero di complessità e anzi finisce per affastellare un’infinita serie di situazioni che riflettono sulle molteplici sfumature dell’eros. Dalle paure di possibili coming-out a intrecci lesbo, dalla dipendenza da droghe alle ossessioni per il proprio corpo, Grosse bugie è una vera e propria fiera delle banalità. Solo per citare alcune delle sottotrame che legano forzatamente l’intreccio complessivo possiamo accennare il timore di Tony di dichiararsi al suo migliore amico, del quale è innamorato dai tempi del liceo, il tradimento di Carola che frequenta il fidanzato della sua migliore amica, la spacciatrice di droga che inizia una relazione con un ragazzo molto più giovane di lei e ancora il contrastato amore tra due delle protagoniste che si scoprono fortemente attratte l’una dall’altra.
Non che ognuno dei vari segmenti cambi molto ai fini dell’approccio contenutistico, giacché qui di amore vero – tranne un caso – non ve n’è manco l’ombra e la pressoché totalità di quanto accade su schermo è relativa all’esposizione di corpi nudi, impegnati in passionali amplessi.

Un approccio forzato e inverosimile

Il ritratto di questa gioventù bruciata, che si “spacca” di droga e alcool senza un domani ed è priva di qualsiasi raziocinio emotivo, è desolante in maniera fastidiosa. Per quanto alcune situazioni possano anche apparire verosimili, Grosse bugie incrocia troppe derive personali in un mix più gratuito che effettivamente credibile, senza inoltre infondere un minimo di personalità alle varie pedine coinvolte e forzando a dismisura il drammatico risvolto che ha luogo nell’epilogo, che vorrebbe collegare brutalmente gran parte delle succitate vicende corali. Il film fallisce rovinosamente dal punto di vista stilistico e il suddetto erotismo, per quanto offra campo aperto a sequenze torride e pruriginose (sì, anche Ana de Armas è coinvolta in scene di nudo più o meno esplicite), viene gettato in faccia allo spettatore con un’insistente veemenza da risultare depauperato della sua primigenia essenza.

Fonte : Everyeye