Il coronavirus come ‘A livella’, ecco la poesia di Lino Banfi sull’emergenza

Una poesia sul coronavirus. L’autore è Lino Banfi, che oggi, intervenuto a ‘Un Giorno da Pecora’, trasmissione radiofonica in onda su Rai Radio1, ha spiegato di aver scritto alcuni versi su questo delicato momento del Paese. “Li ho scritti pensando alla ‘Livella’ di Toto’, e la poesia si intitola ‘Aveva ragione Toto‘”. 

‘Aveva ragione Totò’, la poesia di Lino Banfi sul coronavirus

“Puoi esser bello, alto, giovane e miliardario, puoi esser senza tetto, abbandonato e solitario, questo perfido mostro distruttore di polmoni non guarda in faccia all’età di quasi tre generazioni. Poi è diverso da ogni altro virus assassino, ti fa morire da solo senza nessuno vicino. Ma nella sua cattiveria qualcosa ci avrà insegnato: a non dare sempre tutto, o quasi tutto, per scontato”

Il riferimento di Banfi è a ‘A livella’, è una poesia in italiano e napoletano scritta da Totò nel 1964, composta di 104 versi, tutti endecasillabi in rime alternate, che ha come protagonisti un marchese e un netturbino, casualmente sepolti l’uno accanto all’altro. La morale è che, indipendentemente da ciò che si era in vita, col sopraggiungere della morte si diventa tutti uguali, grazie all’azione della morte-livella (la livella è uno strumento usato in edilizia per stabilire l’orizzontalità di un piano). 

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Fonte : Today