Dua Lipa, la recensione del nuovo album Future Nostalgia

Anticipato di una settimana, l’attesissimo nuovo album di Dua LipaFuture Nostalgia, esce oggi  venerdì 27 marzo. La recensione

(@BassoFabrizio)

Tra Donna Summer e Odissea nello Spazio. Ma non quella di Stanley Kubrick, quella che ancora deve venire. E’ quello che percepisco ai primi due ascolti di Future Nostalgia, il nuovo album di Dua Lipa, pubblicato oggi, con una settimana di anticipo rispetto al programma. Nella stagione del coronavirus tutti posticipano e lei anticipa, mostrando coraggio. Un coraggio che si legge anche nella scelta dei suoni e nell’uso profondo delle parole. E’ stata l’artista stessa a raccontare che all’origine di questo lavoro c’è l’ascolto di brani senza tempo e ha citato tra gli altri quelli di Outkast e No Doubt, abbinato all’idea di trasferire nella contemporaneità quel senso di eterno che accompagna certa musica. L’intento, mantenuto a mio avviso, è chiaro fin dall’attacco di Future Nostalgia dove dice tu vuoi una canzone senza tempo, io voglio cambiare il gioco come una moderna architettura…per poi aggiungere che non puoi essere una pietra che rotola, a rolling stone, se vivi in una casa di vetro. Siamo già oltre l’orizzonte ed è solo la prima canzone che si chiude col mantra my sound my sound my sound. Ha proprio ragione Dua Lipa come dice in Dont-Start-Now: non è dove la abbiamo lasciata, I’m not where you left me at all, so.

Cool e Physical sono due canzoni di amore totale. La seconda in particolare esordisce con una frase che neanche Federico Moccia nei suoi momenti più creativi avrebbe saputo coniare: l’amore comune non è per noi perché noi abbiamo creato qualcosa di fenomenale. Semplice ma esplicativa. E ti porta bel oltre i tre metri sopra il cielo e questo è bello viverlo: cuz this one’s pretty nice Living it up. Degna di Hollywood per un film ambientato su un pianeta sconosciuto l’attacco di Levitating: If you wanna run away with me, I know a galaxy, and I can take you for a ride I had a premonition that we fell into a rhythm, where the music don’t stop for life…la conclusione è che ci si può incontrare in un tempo perfetto. Più Future Nostalgia procede più sento echi di Giorgio Moroder. Anche a Love Trilogy resta dopo oltre 40 anni una pietra angolare della musica dance. Pretty-Please è non solo un invito a sentirsi a proprio agio ma Dua Lipa aggiunge I need your hands on me Sweet relief…ho bisogno delle tue mani su di me, un dolce sollievo. L’amore è forte e ritmicamente cadenzato anche in Hallucinate dove l’allucinazione sta nel non poter vivere senza un abbraccio, una carezza, un tocco, che non si può chiedere di più, io ti respiro sempre e tutto questo è Hallucinate. Canzone di disperazione, speranza e passione Love Again dove per molte notti le lacrime sono state più violente della pioggia ma alla fine You got me in love again. E’ davvero spezzato il cuore di Break my Heart dove Dua Lipa quasi sussurra nel coro che sapeva che quel ciao era la fine di tutto. Good in Bed ha un avvio giocoso, quasi rockabilly perfetto come singolo prossimo venturo, è una canzone di dubbi: sarebbe stato meglio non conoscerci però poi hai messo le mani sulla mia esistenza, si impazzisce nella vita ma i due impazziscono anche a letto: But baby that’s what makes us good in bed! L’album si chiude con Boys will be Boys che da una parte ammonisce sul potere della televisione e poi ricorda che l’uomo deve essere uomo ma anche che la donna deve essere donna. Quel che è certo è che dopo Future Nostalgia nessuno può essere Dua Lipa!

Fonte : Sky Tg24