La moto post-apocalittica perfetta per andare sul ghiaccio

Pensata per andare forte sul ghiaccio, la Balamutti Yondu è un vero e proprio capolavoro di ingegneria

Credit: Denis Minchenkov | Via: Instagram

Dimmi che moto hai e ti dirò chi sei. Ecco, guardando la Balamutti Youndu, una moto a tre ruote completamente customizzata da Vitaliy Selyukov, sono molti i pensieri che vengono in mente. Sì, perché la Youndu della russa Balamutti (officina specializzata in moto personalizzate) presenta uno spirito di un mezzo di trasporto post-apocalittico, con un’estetica che ricorda per certi aspetti una Bimota, con soluzioni ingegneristiche ancora più estreme. Effettivamente è difficile inquadrare la Youndu perché è un potente e riuscito crossover tra diverse tipologie di moto.

Vitaliy Selyukov l’ha realizzata ispirandosi alla Speeder di Return of the Jedi, con l’obiettivo di andare forte sul ghiaccio del lago Baikal (e per partecipare alla gara Baikal Mile), utilizzando come base tecnica la Ducati Hypermotard, che, com’è lecito immaginare, è stata completamente stravolta. Della moto italiana è infatti rimasto solo il motore e il telaio a traliccio, tutto il resto è stato costruito manualmente.

Balamutti-Yondu | Credit: Denis Minchenkov | Via: Instagram

A detta del suo stesso ideatore la parte più complessa da realizzare è stata lo sterzo e il sistema di sospensioni. Dopo diverse prove Selyukov ha optato per due forcelloni tubolari sospesi con doppi ammortizzatori della Sachs. Per permettere alla moto di sterzare è stato utilizzato un mix di mozzi dotati di cuscinetti a rulli sferici, congiuntamente all’uso intelligente dei doppi ammortizzatori e di aste articolate con speciali snodi.

Il retrotreno presenta invece un convenzionale forcellone monobraccio, controllato da un ammortizzatore della Sachs. Per garantire spazi di arresto sulla superficie ghiacciata, oltre alle gomme chiodate, sono stati adattati anche i freni della Brembo.

A spingerla troviamo un bicilindrico della Ducati da 1100 cc che, ovviamente, è stato modificato per sprigionare molti più cavalli dei 100 dell’originale. Quel “pazzo” di Vitaliy Selyukov ha preso un turbo GT35 della Garrett e l’ha completamente modificato tagliando la turbina e convertendola in un sistema di sovralimentazione centrifugo.

Completa il quadro tecnico della moto post-apocalittica, il doppio scarico in perfetto stile moto GP. Soluzioni come la sella singola e i copri cerchi chiusi con superficie cromata, aggiungono quel pizzico di retrò che rende “perfetta” la creatura dell’audace meccanico russo.

Un particolare della sella della Balamutti-Yondu | Credit: Denis Minchenkov | Via: Instagram

Fonte : Wired