Coronavirus, Conte: “Chiuse tutte le attività produttive non necessarie in tutta Italia”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, Roma, 21 marzo 2020. ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI

Dopo il pressing arrivato dalle regioni, dai sindacati e dall’opposizione per un’ulteriore stretta da parte del governo, nella tarda serata di sabato il premier Giuseppe Conte ha annunciato nuove misure per far fronte all’emergenza coronavirus, parlando al termine di una giornata drammatica con nuovi dati negativi su contagi e decessi. L’annuncio è arrivato in diretta sulla sua pagina Facebook e in tv sabato sera, dopo che già alcune regioni avevano deciso di inasprire maggiormente i provvedimenti nei propri territori di competenza, come nel caso di Lombardia e Piemonte.

Coronavirus, nuova stretta di Conte: chiuse attività produttive non necessarie in tutta Italia

Chiusa ogni attività produttiva non “necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali”, ha annunciato Conte, specificando che resteranno aperti supermercati, negozi di generi alimentari e di prima necessità. “Non abbiamo previsto nessuna restrizione sui giorni di apertura dei supermercati”. Aperte anche farmacie, parafarmacie, “continueremo a garantire i servizi bancari, postali, assicurativi, finanziari, assicureremo tutti i servizi pubblici essenziali, ad esempio i trasporti, e le attività connesse a quelle essenziali. Al di fuori delle attività essenziali, consentiremo solo il lavoro in smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale. Rallentiamo il motore produttivo del Paese, ma non lo fermiamo. E’ una decisione che si rende necessaria oggi per cercare di contenere l’emergenza”, ha detto il premier.

“E’ la crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal dopoguerra. La morte di tanti concittadini – ha affermato il premier – è un dolore che ogni giorno si rinnova. Questi decessi per noi, per i valori con cui siamo cresciuti, non sono semplici numeri, sono persone, sono famiglie che perdono gli affetti più cari”.

Farmacie e supermercati resteranno aperti

“Sono misure severe, che richiedono tempo ma non abbiamo alternative – ha aggiunto il premier -. In questo momento dobbiamo resistere per tutelare le persone che amiamo. Il nostro sacrificio di rimanere a casa è minimo se paragonato a quello dei cittadini che rischiano molto di più. Penso ai medici, agli infermieri, alle forze armate e dell’ordine, ai farmacisti, agli autotrasportatori, ai cassieri dei supermercati e agli operatori dell’informazione. Donne e uomini che compiono ogni giorno un atto di grande responsabilità e amore nei confronti dell’Italia intera. Abbiamo deciso di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente essenziale”.

La nuova stretta annunciata dal premier Giuseppe Conte, con la chiusura di tutte le attività produttive non essenziale, per il momento è valida fino al 3 aprile. 

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Sono 42.681 i contagiati da coronavirus in Italia, ben 4.821 più di ieri. I guariti 6.072, ovvero 943 in un giorno. Le vittime sono 793 in più, totale 4.825. Ricoverati in terapia intensiva 2.857, ovvero 202 in più in 24 ore. Questi i numeri dell’emergenza comunicati oggi dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Nel dettaglio, i casi positivi sono: 17.370 in Lombardia, 5.661 in Emilia-Romagna, 4.214 in Veneto, 3.506 in Piemonte, 1.997 nelle Marche, 1.905 in Toscana, 1.159 in Liguria, 1.086 nel Lazio, 793 in Campania, 666 in Friuli Venezia Giulia, 720 nella Provincia autonoma di Trento, 600 nella Provincia autonoma di Bolzano, 642 in Puglia, 458 in Sicilia, 494 in Abruzzo, 447 in Umbria, 304 in Valle d’Aosta, 321 in Sardegna, 225 in Calabria, 47 in Molise e 66 in Basilicata.

Nella serata del 21 marzo la Lombardia ha varato nuove stringenti disposizioni per far fronte all’emergenza coronavirus. Divieto di fare sport all’aperto, “stop” alle attività produttive (attraverso le associazioni di impresa) e divieto di qualsiasi assembramento all’aperto, pena una multa fino a 5mila euro. Le misure, firmate dal governatore Attilio Fontana, sono state emanate dopo un confronto in videoconferenza con i sindaci dei capoluoghi della Lombardia, il presidente dell’Anci Lombardia e dell’Upl e i rappresentanti del Tavolo del Patto per lo Sviluppo. L’ordinanza entra in vigore domenica 22 marzo e produce effetto – salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione della situazione epidemiologica – fino al 15 aprile.

La competenza sulla chiusura delle attività produttive è del Governo, ma i rappresentanti delle associazioni di impresa hanno garantito che fin dalle prossime ore chiederanno ai propri associati di sospendere comunque tutte quelle produzioni che non fanno parte delle filiere essenziali. “Una decisione – ha spiegato Fontana – dettata dal serrato confronto con le nostre autorità sanitarie che ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare. Non so più come dirlo: solo con l’estrema limitazione dei contatti interpersonali possiamo cercare di invertire questa tendenza”.

L’atto del presidente Fontana amplia le decisioni del Governo con ulteriori interventi tra i quali si segnalano:

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  • Il divieto di assembramento nei luoghi pubblici, fatto salvo il distanziamento (droplet), e conseguente ammenda fino a 5 mila euro;
  • La sospensione dell’attività degli Uffici Pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • La sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali;
  • La sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti;
  • La sospensione delle attività inerenti ai servizi alla persona;
  • La chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
  • La chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza. Gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza;
  • Il fermo delle attività nei cantieri edili. Sono esclusi dai divieti quelli legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari;
  • La chiusura dei distributori automatici cosiddetti ‘h24’ che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;
  • Il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente.
  • Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie, ma deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Aperti anche i tabaccai, ma solo per vendere valori bollati e generi di monopolio. Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea.

Nuova stretta anche in Piemonte. Chiusi uffici pubblici e studi professionali fino al 3 aprile. Qui tutti i dettagli
 

Fonte : Today