10 donne del cinema di cui non innamorarsi mai

Hanno la bellezza, l’indipendenza, l’intelligenza e la determinazione per essere il peggior nemico di qualsiasi uomo voglia comandarle. Ecco le migliori femme fatale viste sul grande schermo

C’è stato un tempo in cui le donne al cinema facevano davvero paura. Non perché, come accade ora, erano eroine d’azione, letali al pari degli uomini e pronte a prendersi quel che spettava loro, ma perché stavano diventando consapevoli del proprio corpo e si dimostravano sfacciatamente in grado di usarlo per i propri fini. Da angeli del focolare a demoni del letto. Erano le “donne di città”, che nascevano assieme ai nuovi aggregati urbani di inizio Novecento. Donne che lavoravano, erano anche single in certi casi e miravano a prendersi gli uomini che desideravano.

Con l’arrivo della donna indipendente, gli uomini è come se si accorgessero tutto d’un colpo del potere terribile che hanno su di loro. E ne sono terrorizzati. Per rappresentare questa paura, allora, nasce un nuovo genere, il noir. Prima letterario e poi cinematografico, mostra tramite storie di crimine come i cambiamenti sociali abbiano portato alla nascita di una tipologia di donna dotata di una propria agenda e capace di usare il proprio potere sessuale per comandare e disporre degli uomini. Ovviamente, in questi racconti le donne sono il nemico di tutti, sono la parte malvagia, la tentazione irresistibile che spinge persone oneste o (quando criminali) dotate di un codice a contravvenire a tutto ciò in cui credono e finire in una spirale di perdizione appresso a loro.

Sono tutte figure espressione di un mondo che era fatto sostanzialmente da uomini e che sentiva minacciata la propria stabilità. Poi, con il passare dei decenni, quel mondo è cambiato, ma quella figura di donna tremendamente bella, tremendamente intelligente e sessualmente inesorabile è rimasta nell’immaginario collettivo come il tallone d’Achille di maschi.
Le 10 migliori femme fatale viste al cinema sono una carrellata nella storia delle conquiste femminili del Novecento e della corrispettiva paura degli uomini davanti a scenari che non erano in grado di controllare. Donne di cui non innamorarsi mai, se si vuole continuare a essere al comando.

10. Amy Dunne (Rosamund Pike) – Gone Girl. L’amore bugiardo

La femme fatale moderna non usa solo il raggiro: ha anche la furbizia di sfruttare i media e l’opinione pubblica nel momento in cui decide di farla pagare al marito. Non è più la donna che ammalia con il sesso: è una moglie in cerca di vendetta rispetto al compagno traditore. E farà di tutto per rovinargli la vita in modi che lui non immagina nemmeno.

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9. Suzanne Stone Maretto (Nicole Kidman) – Da morire

Non c’è uomo che non riesca a rigirare, eppure non c’è uomo che non la sottostimi. Suzanne è ambiziosa, vuole la carriera ed è pronta a tutto. Arriva persino al più classico dei piani da femme fatale: fare in modo che un amante uccida un altro. E poco importa che l’universo maschile la oggettifica sempre e comunque.

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8. Dorothy Vallens (Isabella Rossellini) – Velluto blu

Donna di malaffare, cantante di night, sempre bisognosa di un uomo che la “aiuti”, Dorothy si trova al centro di un caso di omicidio e il giovane pseudo-detective che inizia a indagare viene completamente irretito da lei e dalle sue allucinanti frequentazioni notturne. Non c’è nulla di chiaro in questa femme fatale; tutto è attraente, misterioso, perduto, malvagio.

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7. Alex Forrest (Glenn Close) – Attrazione fatale

In tempi più moderni la donna pericolosa ha sempre più le sue ragioni. Qui la squilibrata Alex Forrest è stata l’amante per una notte di un uomo sposato. Si aspettava di più e comincia a tormentarlo mettendo a rischio prima la sua vita matrimoniale e poi la sua vita a tutti gli effetti. È libera, indipendente, benestante e realizzata, dunque capace di ogni sorta di raggiro: la minaccia peggiore di qualsiasi cosa.

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6. Kathie (Jane Greer) – Le catene della colpa

In questo film pazzesco un uomo ha trovato una sorta di pace in un autoesilio da cui viene smosso. Il suo passato lo viene a trovare e lo riporta in tutto ciò che aveva scelto di lasciarsi alle spalle, compresa lei, Kathie. È uno spunto, poi, imitato da mille altri lavori, ma qui Jane Greer dà alla sua femme fatale delle qualità di innocenza apparente che sono uniche: ha una voce flebile e atteggiamenti realmente puri; ha il volto, il corpo e la tenerezza dell’animale indifesa, però si rivelerà l’opposto. Un gattino di fronte al leone Mitchum: eppure riesce a distruggerlo.

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5. Catherine Tramell (Sharon Stone) – Basic Instinct

È stata il simbolo della femme fatale nel senso letterale, la donna che uccide durante l’atto sessuale, ma a cui lo stesso detective che indaga sul caso non sa resistere. Sharon Stone, che già era stata donne malfidata, traditrice e terribile in un altro film di Paul Verhoeven, Atto di forza, qui diventa l’emblema stesso della donna nella cui rete non cadere mai, quella capace di tenere in scacco un plotone.

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4. Matty Walker (Kathleen Turner) – Brivido caldo

Non ci sono dubbi né opportunismi: Matty Walker ha un piano precisissimo e la capacità rapace di metterlo in atto. Ha sposato un uomo ricco per interesse e adesso vuole farlo fuori per incassare la cifra, ma chiaramente non può permettersi di correre rischi, le serve un pupazzo che faccia tutto per lei. Lo troverà in un detective da concupire, un uomo per bene, sveglio che tuttavia è irretito da una passione umida come il clima di Miami. Kathleen Turner è fantastica, irresistibile e potente.

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3. Kitty Collins (Ava Gardner) – I gangster

Ava Gardner al massimo della sua potenza e bellezza, nella parte della donna della banda che convince il nuovo arrivato, un ex pugile pronto a tutto, ad andare in galera per lei. Lo farà e all’uscita scoprirà che lei è diventata la donna del boss della gang, ma non basta. Kitty lo porterà a rubare il malloppo allo stesso boss, salvo poi incastrarlo e tornare con il capo: un demonio pieno di promesse di sesso e occhioni dolci.

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2. Phyllis Dietrichson (Barbara Stanwyck) – La fiamma del peccato

Quando Barbara Stanwyck mostra un braccialetto alla caviglia, un oggettino sexy sfoggiato davanti all’agente delle assicurazioni che è venuto a parlare con suo marito, siamo di fronte a uno dei momenti più eccitanti del cinema mainstream degli anni ’40. Lei è straordinaria, il personaggio è clamoroso. Phyllis vuole fregare il compagno ricco, fargli firmare un’assicurazione sulla vita e poi ucciderlo per incassare; circuisce l’agente e sa essere al tempo stesso determinata e dubbiosa, sicura di sé e spaventata dal crimine. Farà tutto lui per lei, perché lei è troppo, non pensa ad altro, non riesce più a riflettere, è un fascio unico di desiderio per quella donna che lo fa sospirare.

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1. Gilda (Rita Hayworth) – Gilda

Il top. Entra in scena con un colpo di capelli e già Glenn Ford è andato. Poi, balla, si fa desiderare e lo manda ai pazzi. Lui intanto ha fatto la scalata da sgherro a boss, ma Gilda è un demone che entra nella testa dei suoi amanti, li attira, promette di tutto e poi li fa impazzire instillando il seme della gelosia, fa la stupida con gli altri, addirittura gli strip-tease. Impossibile vivere con lei, impossibile pensare di starle lontano.

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Fonte : Wired