5 cose da sapere prima di guardare The Mandalorian

Nella saga di Star Wars i Mandaloriani sono una razza di guerrieri che tradizionalmente hanno sempre svolto la funzione di mercenari e cacciatori di teste, caratterizzati da un’armatura distintiva. Le loro prime menzioni si trovano in alcuni fumetti del 1983, in cui compare anche Boba Fett, il quale sarà introdotto ne L’impero colpisce ancora, con un’armatura simil-mandaloriana ma senza alcuna correlazione a questo popolo; nel secondo episodio della trilogia prequel, L’attacco dei cloni, l’esercito dei cloni appunto viene costruito prendendo come modello le armature e le armi mandaloriane. Il loro canone viene definito più estesamente nelle serie animate Star Wars: The Clone Wars e Rebels, in cui si accenna alla storia degli abitanti del pianeta Mandalore, che accolgono fra le proprie file diverse razze alieni: un tempo in lotta contro i Jedi, il loro pianeta viene poi occupato e devastato dalle truppe di Darth Maul. In seguito a una guerra civile che vede contrapposti quelli fedeli alla Repubblica e i lealisti all’Impero, i Mandaloriani si sparpagliano ai confini della galassia, mantenendo un preciso codice morale (non possono per esempio mai togliersi il casco) e continuando a operare come cacciatori di taglie, sebbene avvolti da un mistero quasi mitologico È importante sapere come collocare The Mandalorian nella complessa cronologia di questo universo narrativo. Le vicende raccontate negli otto episodi della serie si svolgono infatti cinque anni dopo l’ultimo capitolo della trilogia classica, Il ritorno dello Jedi, e di conseguenza 25 anni prima dell’inizio della trilogia prequel con Il risveglio della Forza (tutto ciò colloca i fatti dieci anni dopo la fine della guerra civile su Mandalore). Ciò significa che siamo in un’epoca in cui l’Impero galattico è crollato in favore della Repubblica, che ha costretto le forze nemiche a firmare un trattato di pace un anno dopo la fine de Il ritorno dello Jedi. Eppure le forze imperiali sono tutt’altro che scomparse: soprattutto ai limiti più estremi della galassia, dove appunto si svolge la serie e dove il controllo della Repubblica è meno forte, c’è chi ancora crede nell’Impero e nella possibilità di rifondarlo (cosa che effettivamente accadrà nella trilogia prequel col Primo Ordine). Non sorprende dunque di vedere in circolazione ancora degli Stormtroooper oppure di intravedere nel personaggio interpretato da Giancarlo Esposito (il Gus di Breaking Bad) le vestigia di un ex generale imperiale, e in tutto ciò si spiegano le atmosfere da Far West che caratterizzano tutta la serie E poi ovviamente non è una sorpresa che ci sia Baby Yoda. La presenza della creatura è rimasta un segreto fino al debutto del primo episodio su Disney+ negli Stati Uniti, lo scorso novembre, ma poi la notizia si è diffusa incontrollata online, dando origine a meme, gif e altri fenomeni virali (fra cui parecchi, ambitissimi giochi). Si tratta sostanzialmente di un esemplare della stessa razza del mitico Yoda ma attenzione: sebbene gli assomigli in tutto e per tutto, Baby Yoda è solamente un appellativo nato fra i fan, perché negli script è indicato sempre e solamente come The Child, “il bimbo”. Il che è abbastanza stupefacente visto che l’età del personaggio è stabilita attorno ai 50 anni, anche se comprensibile data la lentezza con la quale questa razza aliena e Yoda stesso invecchiano. Ancora non è chiaro quali siano le origini del personaggio (e se effettivamente è imparentato con lo Yoda originale, morto ne L’Impero colpsice ancora), il suo ruolo è essenziale all’interno della serie fungendo da vero e proprio motore di tutta la vicenda La domanda che ci si può porre approcciandosi a The Mandalorian è: devo essere un fan di Star Wars per apprezzarla? In breve la risposta è no: appunto questa serie offre una vicenda epica in salsa western fantascientifico che ha un suo sviluppo autonomo rispetto alle altre vicende raccontate nei film e nelle serie animate, dunque è possibile seguirla anche da profani. Eppure il rischio è quello di perdersi un sacco di riferimenti ed easter egg, che popolano praticamente ogni scena. Per chi volesse fare un piccolo ripasso diciamo che i fondamentali sono L’Impero colpisce ancora e alcuni episodi di The Clone Wars (il 2 e il 4 della seconda stagione, il 3 e dal 14 al 16 della terza) e di Rebels (i primi due della quarta stagione). C’è da dire poi che The Mandalorian appare fondamentale soprattutto per il prosieguo della saga: non solo fa da raccordo fra la trilogia originale e quella sequel, ma anche definisce l’andamento delle prossime produzioni Lucasfilm, che alterneranno altre serie tv (come quelle su Obi-Wan Kenobi e Cassian Andor) alla prossima trilogia prevista a partire dal 2022, ora che la vicenda degli Skywalker si è definitivamente conclusa nel nono film The Mandalorian è stato uno sforzo produttivo non indifferente per Disney+, che però ha voluto far debuttare Star Wars nel mondo seriale ricorrendo a nomi di alto livello. La creazione e il coordinamento della serie sono andati a Jon Favreau, già regista di Iron Man e Il re leone, che ha collaborato strettamente anche con Dave Filoni, creatore delle serie animate Star Wars: The Clone Wars e Star Wars: Resistance. Filoni ha diretto anche il primo e il quinto episodio, mentre dopo di lui si sono alternati Rick Famuyiwa, Deborah Chow, Bryce Dallas Howard (la Dolores di Westworld) e Taika Waititi, il quale ha prestato la voce anche all’androide IG-11. Nel cast, oltre ai già citati Pascal ed Esposito, troviamo poi anche Carl Weathers che ricorderete come l’Apollo Creed di Rocky, il regista tedesco Werner Herzog nei panni di un ambiguo cliente, Nick Nolte che dà la voce all’alieno Kuiil e Gina Scarano (Fast & Furious 6, Deadpool). Una curiosità tutta italiana, infine: il fenomeno del web Fabio Rovazzi comparirà con un cameo vocale nella versione nostrana prestando la voce a uno Stormtrooper, cosa che aveva già fatto ne L’ascesa di Skywalker

Fonte : Wired