Emergenza Coronavirus: perché è stato così importante sospendere i concerti. L’opinione della scienza

Cresce la preoccupazione per l’aumento di contagi da Covid-19 anche negli Stati Uniti. Per questa ragione i principali promoter americani di concerti hanno annunciato la loro intenzione di posticipare tutti gli eventi su larga scala, fino alla fine di marzo. Ma è davvero necessaria una misura così stringente? Secondo il medico specialista in malattie infettive alla Columbia University, Daniel Griffin, assolutamente sì.

Il Dr. Griffin ha spiegato perché i concerti dovrebbero essere annullati e perché i fan non dovrebbero assolutamente andarci, anche qualora si tenessero. Prendendo ad esempio in questo momento gli Stati Uniti, gli ospedali sono occupati per il 98%; i medici sono tutti impegnati nella lotta contro questo virus e su altri fronti ordinari, e il restante 2% dei posti liberi non sarebbe assolutamente sufficiente a coprire un’emergenza sanitaria. E dunque, se dipendesse dal Dr. Griffin, la decisione più saggia da prendere sarebbe quella di cancellare tutti gli eventi in programma per il prossimo futuro.

“La preoccupazione attuale – spiega il medico – dato il maggior numero di test che stiamo effettuando, è che questo virus è già molto diffuso anche sul territorio statunitense. Durante lo svolgimento di un concerto si incontrano tantissime persone e il livello di trasmissione è altissimo. Dunque, questa tipologia di eventi rappresenta un forte rischio di contagio. Potrei immaginare un’eccezione a questa restrizione solo in caso di un evento all’aperto in cui però non ci sia troppo affollamento”, riferendosi a stadi e anfiteatri.

Riferendosi ad un concerto che avrebbe dovuto svolgersi al Madison Square Garden, di New York, il Professor Griffin ha dichiarato: “Le persone che avrebbero potuto partecipare ad un evento del genere si sarebbero potute infettare proprio in quell’occasione e al termine della manifestazione sarebbero andate in altri luoghi, molto probabilmente a casa dai propri cari, ed esporre anche loro al contagio. Si stima che ad un concerto possa essere in pericolo di contagio circa il 35% dei partecipanti tra il pubblico”.

Per fare una stima e un raffronto con le influenze e le epidemie del passato, il professore ha cercato di stilare delle percentuali: “Nel caso del morbillo, una persona può infettarne almeno 18. Il COVID-19 può essere trasmesso ad altre due o tre persone. Ma uno studio cinese ha affermato che se si riuniscono 100 persone per una cena, la percentuale di quelle che può essere infettata è pari al 35%”, e dunque il rischio cresce in modo esponenziale.

Per questo è fondamentale fermare i concerti: se riunisci delle persone in occasione di un evento, e tra queste vi è anche un solo infetto, è possibile che più di un terzo dei partecipanti possa diventare portatore infetto o sano del virus.

Fonte : Virgin Radio