5 giochi da tavolo per chi ha nostalgia degli anni ’80

L’esempio più recente e clamoroso di remake di un gioco da tavolo anni ’80 è sicuramente The dark tower. La versione originale, poco nota in Italia, si distingueva grazie alla presenza di un tabellone circolare, al cui centro andava piazzata un’inquietante quanto ingombrante torre nera. All’interno del misterioso edificio si trovava un pionieristico minicomputer con tanto di display led che permetteva di tenere traccia dell’andamento delle missioni, dell’inventario degli eroi e dell’esito dei combattimenti; e un altoparlante che emetteva inquietanti rumori e suggestive musichette, tutte, ovviamente, in 8 bit. Per il lontano 1981, The dark tower non era un semplice gioco da tavolo: era fantascienza. A gennaio, Restoration Games, casa editrice specializzata in riedizioni moderne di vecchi board game, ne ha portato su Kickstarter la versione riveduta e aggiornata con il nome Return to Dark Tower. Non lo stesso gioco, ma un profondo remake per il cui regolamento sono stati scomodati nientemeno che Rob Daviau, game designer di Pandemic, e Isaac Childres, autore di Gloomhaven. Il progetto di crowdfunding ha raccolto più di 4 milioni di dollari, nonostante un costo elevato (125 dollari più spedizioni) e nonostante le polemiche legate al fatto che molte funzioni prima assegnate alla torre sono oggi gestite da una più moderna app per tablet e smartphone (suscitando timori sugli aggiornamenti futuri e l’eccessiva transizione verso il digitale). Oggi è possibile preordinare il gioco dalla pagina Kickstarter (1-4 giocatori, 1000-120 minuti, circa 150 dollari) Chi ha giocato l’originale Hotels si ricorderà senz’altro l’incomparabile gusto di montare i grattacieli del President, o i bungalow sulla spiaggia del Waikiki, vedendo crescere il proprio hotel dependance dopo dependance, sino alla ciliegina sulla torta, le tanto ambite attrezzature di svago: piscine, campi da tennis, cortili e prati all’inglese. Questa variazione iperaccessoriata del Monopoli acquisì lo status di cult negli anni ’80 e ’90 in Italia, grazie anche alle pubblicità in tv e sulla trasmissione per bambini Bim Bum Bam. Hotel Tycoon è la nuova edizione di Hotels, rilanciata nel 2014 (Asmodee, 2-4 giocatori, 40+ minuti, 29 euro) con componenti e look più moderni, ma anche più compatti e meno lussuosi dell’originale. Il risultato è un gioco da tavolo basato interamente sulla fortuna, e che dalla sua ha quasi soltanto l’effetto nostalgia. Grazie a un prezzo molto accessibile è un gioco adatto a chi voglia fare un tuffo nel passato, rivivendo i pomeriggi dell’infanzia, mentre per tutti gli altri… c’è di meglio in circolazione Nel 1979, ben 5 anni prima di essere trasposta in film dal visionario regista David Lynch, l’epica saga di fantascienza di Frank Herbert divenne un gioco da tavolo diverso da qualsiasi cosa si fosse mai vista prima di allora. Sei fazioni asimmetriche impegnate tra diplomazia e conquista, un pianeta tormentato da una tempesta inarrestabile, la mitica spezia, gli ormai proverbiali vermoni giganti delle sabbie. Per anni, Dune: il gioco da tavolo è rimasto perso nel limbo delle dispute sul copyright, fino al 2018, quando è stato finalmente ristampato con poche modifiche rispetto alla versione originale. Dopo più di 40 anni, siamo pronti a riscoprire un classico perduto, che si dimostra ancora attuale, avvincente ed epico. Ma anche complicato, lungo e intransigente con i novellini: insomma, solo per veri hardcore gamer. Il gioco è portato in Italia da Cosmic Games in inglese, ma con manuale digitale scaricabile in italiano (2-6 giocatori, 120+ minuti, 45 euro) Escape the Dark Castle è un titolo uscito da meno di due anni. Eppure, basta dare un’occhiata alla scatola in bianco e nero, o alle illustrazioni delle carte, per essere catturati dallo spirito degli anni ’80 e riportati indietro di 30 anni. Parliamo di un gioco cooperativo che fa dell’atmosfera il proprio punto di forza principale e, senza essere vincolato da meccanismi vetusti e inutilmente nostalgici, unisce un game design moderno al look classico dei vecchi libri game.Sei personaggi cercano di fuggire da un castello maledetto; per riuscirci dovranno affrontare mostri, trappole e soprattutto scelte a bivi che possono fare la differenza tra il successo e il fallimento (Ghenos Games, 1-4 giocatori, 20-40 minuti, 40 euro)  Fireball Island, meglio noto in Italia come L’isola di fuoco, rappresenta l’esempio migliore di quanto possa essere potente l’effetto nostalgia. L’originale ha segnato l’infanzia di chi è cresciuto negli anni ’80, cementando in molti casi l’amore per i giochi da tavolo. Il merito era tutto del tabellone: una mappa tridimensionale di un’isola ricoperta dalla giungla, segnata da sentieri, baie, nicchie, passaggi nascosti e scogliere a precipizio sul mare, e dominata da un idolo maledetto pronto a sputare palle di fuoco sui segnalini dei malcapitati giocatori. Con un regolamento appena più profondo rispetto al classico gioco dell’oca, L’isola di fuoco riusciva comunque a trasformare i giocatori in arditi esploratori e il senso di scoperta e meravigilia era, per l’epoca, senza paragoni. Nel 2018, l’editore Restoration Games ha avviato un progetto di crowdfunding su Kickstarter per finanziare il remake de L’isola di fuoco, riuscendo a raccogliere in pochi giorni quasi 3 milioni di dollari da 23mila sostenitori. In Italia, il gioco è arrivato sugli scaffali localizzato da Asmodee (2-4 giocatori, 45-60 minuti, 60 euro)

Fonte : Wired