Giò Sada aka Gulliver, un viaggio dove comincia Terranova

Si intitola Terranova  il primo disco di inediti di Gulliver,  il nuovo progetto di Giò Sada , vincitore nel 2015 di X Factor 9. L’album arriva via Kallax Records ed è distribuito da Artist First . L’INTERVISTA

(@BassoFabrizio)

Terranova è il nuovo viaggio di Gulliver (Giò Sada) che, attraverso questo nuovo progetto vuole riportare la musica all’esperienza dell’ascolto puro, portando la gente in una dimensione più autentica che sia in primis esperienza di condivisione. La musica è ad alto impatto emotivo e parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alle contaminazioni con l’elettronica. I testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone. Il cantautore barese si affida dunque a Gulliver per condurci alla scoperta di mondi inesplorati che si traducono in una profonda libertà espressiva. Lo ho intervistato.

Partiamo dal progetto e dal cambio di nome.
Per comè la vedo è una conseguenza. Era nata questa nuova vena di suoni dentro di me e col tempo erano nate parecchie canzoni. Mi serviva un nome identificativo che già da lì potesse suggestionare e far capire che si tratta di un viaggio.
Entriamo più nel dettaglio. Parli di difendersi da un mondo che ci vuole soli: cosa è oggi la solitudine?
Un qualcosa dalla quale si cerca di scappare. Diventa per alcuni una prigione. Siamo tutti molto più soli e cerchiamo di mostrare il meglio di noi nascondendo le domande che ci facciamo quando siamo soli. La solitudine è un dialogo interiore. Le soluzioni di questa epoca storica non sono inclini a risolversi interiormente, oggi si cerca l’allegria anche se non serve. Vedere sempre positivo è presuntuoso, non si può sempre avere il sole di fronte.
Parli molto di spazio nell’album. Cosa chiederesti a un extraterrestre?
Gli chiederei come sta, partirei dalla convialità e poi già solo l’incontro è una risposta a tante domande, è la sicurezza dell’esistenza di altre forme di vita. Parlerei delle distanze e come si può viaggiare, gli chiederi del teletrasporto e magari gli spiego come suoniamo noi e discutiamo sul fatto che in un altro universo gli strumenti suonano diversamente.
Che valore hanno i ricordi?
Sono porte aperte, sono un valore. Se sono positivi si cerca di renderli sempre realtà ed è una forzatura volerli sempre replicare. Fino a una certa età riproducevo quello che conoscevo, quando ho scelto di ampliare lo spettro della musica, delle domande, delle motivazioni il ripetermi è diventato un ricordo e mi sono sentito più libero.
Prendiamo 100 Vite: che sensazione si prova a realizzare un brano di oltre sei minuti?
E’ un gesto di protesta. E’ andata così, non ci siamo limitati su questo punto. Ci entusiasmava l’introduzione, è un intermezzo tra due capitolo.
C’è tanto amore in Terranova, declinato in tutte le sue forme: il tuo concetto di amore?
Va coltivato. L’amore va coltivato per approfondirlo. Come tante altre cose è legato a una idea di mostrare qualcosa: quanto funziona la coppia funziona la vita, è tutto collegato. Sviscerarlo diventa osservazione anche degli altri, capire dove risiede. Quando sprigionano amore c’è energia.
In Se sono necessario il tema è chi siamo e perché siamo qui…ti sei dato una risposta?
Non c’è una risposta. Ma sprigionare l’energia e farlo con impegno, dominando le emozioni e i cambi di umore in agguato. Combattere questa parte di noi è un percorso necessario e una risposta.
In Amaranto cerchi di calmarti liberando il pianto: quanto è coraggioso liberare i sentimenti.
E’ la chiave di questo tempo, una serratura per aprire il tempo alla nostra generazione. Non nascondere la fragilità. Ora ognuno le mette in mostra e lo abbiamo visto e vissuto in modo violento. E’ la nostra realtà che tutto può cambiare in un attimo,
Gulliver cosa trova alla fine del viaggio?
Trovo l’inizio di un altro viaggio, volevo legarmi a lui mentalmente e ora ne inizia un altro. Siamo felici di quello che siamo riusciti a fare.
Hai senti Gulliver di Francesco Guccini?
No, la sentirò
Hai letto il libro?
Da piccolo avevo il libro illustrato e lì è nato il mio legame con questa figura
Chi è oggi Gulliver e chi i lillipuzziani?
Gulliver è l’occhio critico dell’essere umano, i lillipuzziani sono quelli che vivono nell’inconsapevolezza completa. Si sta vedendo ora.
Si respira melanconia nei tuoi testi.
Negli ultimi quattro anni ho esplorato un’altra parte di me e spero di trovare un’altra spiaggia
Ora che accade ora, coronavirus permettendo?
Stiamo studiando una serie di live session ma non possiamo neanche vederci per farlo, restiamo in attesa. Principalmente il live sarà basato sul nuovo progetto, le canzoni del precedente saranno integrate nel nuovo sound. D’altra parte erano nate così in origine.

Fonte : Sky Tg24