Coronavirus: dall’Olanda un trattamento per sperare di neutralizzarlo

In Olanda è stato messo a punto un anticorpo monoclonale in grado di neutralizzare il nuovo coronavirus. Ma servirà ancora molto tempo prima di dimostrare la sua reale efficacia e sicurezza sugli esseri umani

coronavirus(Foto: John Moore/Getty Images)

Va dritto alla superficie del nuovo coronavirus, riuscendo a neutralizzarlo. È un anticorpo monoclonale appena sviluppato dal team di ricercatori dell’Università di Utrecht, in Olanda, secondo cui il potenziale trattamento è in grado di riconoscere la proteina spike, ossia la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. “Questo anticorpo”, si legge nello studio, “ha il potenziale per la prevenzione e il trattamento della Covid-19”. La ricerca, precisiamo fin da subito, è stata appena pubblicata sul sito preprint BioRxiv ed è ora in attesa di revisione da parte di esperti per la sua pubblicazione. Va da sé, quindi, che serve cautela: al contrario di quanto detto da molti, questo anticorpo monoclinale specializzato contro il coronavirus non è affatto pronto per l’uso.

Nello studio, i ricercatori, coordinati da Chunyan Wang, hanno osservato che il preparato è in grado di legarsi alla proteina spike, impedendole di agganciarsi alle cellule e rendendo così impossibile al virus l’ingresso al loro interno e, di conseguenza, la sua replicazione. Tuttavia, sottolineano gli stessi ricercatori, saranno necessari ancora molto studi e molti mesi affinché l’anticorpo monoclonale possa essere disponibile: dovrà, infatti, essere sottoposto a numerose altre sperimentazioni prima di poter dimostrare la sua efficacia e sicurezza negli esseri umani. Ma non solo: servirà tempo anche per renderlo disponibile su larga scala. “Non vogliamo generare false aspettative”, commentano i ricercatori. “È un primo passo promettente, ma è troppo presto per parlare della sua potenziale efficacia negli esseri umani. La nostra ricerca è ora in fase di revisione da parte di un’importante rivista scientifica”.

Sebbene non siano ancora disponibili farmaci e vaccini mirati contro il nuovo coronavirus, la comunità scientifica continua la sua ricerca a ritmi da record, mentre ci si rivolge a farmaci già disponibili. Ricordiamo, infatti, che tra le opzioni terapeutiche che stanno dando risultati migliori ci sono farmaci che sebbene sviluppati per altre malattie sono risultati essere d’aiuto anche nel trattamento della Covid-19. Il primo è il remdesivir, l’antivirale sperimentale contro l’ebola. Come vi avevamo raccontato, infatti, questo farmaco si sta dimostrando tra i più efficaci nel trattare i casi più gravi di infezione da coronavirus e solamente da pochi giorni l’Italia ha preso parte a due nuovi studi per valutarne l’efficacia e la sicurezza. Un altro farmaco promettente, inoltre, è il tocilizumab, un anticorpo monoclonale usato per il trattamento dell’artrite reumatoide, che è stato appnea inserito nelle linee guida del trattamento dei casi più gravi di Covid-19 dalla cinese National Health Commission. Pochi giorni fa, l’azienda che lo produce, Roche, si è offerta di donarlo a tutti gli ospedali della penisola che ne fanno richiesta.

Fonte : Wired