Marc Maron si prende gioco dei fan Marvel nel suo nuovo show su Netflix

Lo scorso 10 marzo è stato diffuso in streaming su Netflix lo special comedy End Times Fun con protagonista Marc Maron, nel quale il popolare showman americano ha preso più volte di mira i fan della Marvel etichettandoli e paragonandoli alla cerchia dei fanatici religiosi.

L’attore, che recentemente è apparso nel cinecomic Joker nei panni dell’assistente di Murray Franklin, il conduttore interpretato da Robert De Niro, nel suo special di Netflix si è rivolto principalmente verso il fanatismo che contraddistingue una parte dei fan della Marvel, etichettandoli come fanatici religiosi, soprattutto dopo l’uscita del popolarissimo Avengers: Endgame, e la cui collera è da facile suscettibilità quando si mettono in discussione le loro idee. Maron si spinge ancora più in là, affermando di essersela presa con loro (i fan Marvel) perché, al contrario dei tempi passati, non sono più gli emarginati del settore dell’intrattenimento, definendo i film dei Marvel Studios non malvagi come la Fox ma comunque culturalmente malefici. Il tutto è espresso nel classico stile umoristico di Maron, anche se certi commenti sono così ponderati che risulta difficile capire quanto si tratti solamente di battute o di commenti seri sull’industria.

Per quanto riguarda Joker, anche il film con Joaquin Phoenix non è stato immune alla discussione intorno al coronavirus, in quanto Todd Phillips ha postato un’immagine del personaggio con indosso una mascherina protettiva; recentemente, inoltre, l’attore Brett Cullen – interprete di Thomas Wayne nella pellicola – ha dichiarato che secondo il suo parere Joker meritava molti più Oscar all’ultima edizione della cerimonia: “Quando ho visto Joaquin Phoenix alla premiere, gli dissi: ‘Guarda che ci vediamo a febbraio agli Oscar’. E lui mi rispose: “Ma no, cosa dici’ È un ragazzo così timido e umile. E tutti quelli che conosco dicevano, ‘Oh, quel ragazzo vincerà un Oscar. Vincerà l’Oscar.’ E sono contento che l’abbia fatto. Ma ancora oggi credo che il film stesso avrebbe dovuto ricevere più riconoscimenti. Forse alcune persone hanno pensato che fosse troppo inquietante. Ma è inquietante, è un film sulla salute mentale“.

Fonte : Everyeye