Coronavirus, Conte: “È il momento dei sacrifici, non servono nuovi divieti”

Coronavirus, tutti a casa. È essenziale restare a casa. Foto ANSA/ANGELO CARCONI

E’ il giorno delle misure per sostenere l’economia del nostro Paese in questa fase di piena emergenza. Il Consiglio dei ministri è convocato per questa mattina a Palazzo Chigi, poi sarà annunciato un pacchetto di norme “che consentiranno alla nostra economia di sostenere i costi imposti dall’ emergenza. Siamo pronti, se sarà necessario, a intervenire di nuovo per il rilancio del Paese. Faremo il possibile affinché, anche nella stesura della legge di bilancio, l’ Italia possa tornare a correre grazie agli investimenti, al taglio delle tasse, alla semplificazione e all’ innovazione. Aiuteremo l’Italia a rialzarsi e sono convinto che ce la faremo”. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Se continueremo a rimanere a casa evitando contatti a rischio, saremo più efficaci nel contenere il virus. Gli scienziati ci dicono che non abbiamo ancora raggiunto il picco, queste sono le settimane più rischiose e ci vuole la massima precauzione. Non possiamo abbassare la guardia. È la sfida più importante degli ultimi decenni, per vincerla serve il contributo responsabile di 60 milioni di italiani”. Bisogna stare a casa, Conte lo ribadisce per l’ennesima volta: gli italiani devono stare a casa.

Coronavirus, Conte: “È il momento dei sacrifici, non servono nuovi divieti”

“Bisogna evitare in tutti i modi gli spostamenti non assolutamente necessari. È il momento dei sacrifici, delle scelte responsabili. Fin dall’ inizio – aggiunge Conte – ho lavorato con spirito di unità, mettendo la salute al centro, il che credo spieghi quel 62% di consenso. Stiamo affrontando un’ emergenza mai conosciuta dal Dopoguerra a oggi. La stragrande maggioranza degli italiani è consapevole che le regole servono a proteggere i nostri cari. Sono orgoglioso di guidare questa grandiosa comunità, che nel momento di massima difficoltà si ferma a cantare l’ inno nazionale e a rivolgere un commosso applauso ai medici e agli infermieri che lavorano stremati in corsia”.

Coronavirus, non ci saranno nuovi divieti: “Rispettare quelli che ci sono”

“I servizi essenziali vanno garantiti. Se i supermercati, le farmacie, gli ospedali continuano a essere riforniti è perché alle spalle c’ è una filiera industriale che lavora, con grande senso di responsabilità, affinché il Paese non si fermi. L’ Italia ha potenzialità inesplorate, si è mossa con coraggio e altri Paesi, come Spagna e Francia, stanno seguendo il nostro modello” continua Conte, in un’intervista al Corriere della Sera. “Dobbiamo attendere qualche settimana per verificare i risultati delle nostre decisioni, ispirate alle indicazioni del comitato tecnico-scientifico – aggiunge Conte – Per il resto non servono nuovi divieti, ora è importante rispettare scrupolosamente quelli che ci sono. Le attività motorie sono consentite, ma andare a correre tutti insieme è vietato. Bene hanno fatto i sindaci a chiudere i parchi e bene fanno i vigili a contrastare gli assembramenti. Questo purtroppo vale anche per le chiese. So che sto chiedendo tanto. Ma dobbiamo predisporci ad affrontare il picco del contagio ed è bene restare tutti a casa”.

“Il nostro obiettivo – continua Conte – è contenere o quantomeno rallentare la velocità di diffusione del virus, in modo da avere la possibilità di gestire l’ emergenza in un tempo più dilatato, distribuendo una reazione efficace su tutto il territorio nazionale. Certamente non possiamo più permetterci errori comportamentali. Vanno assolutamente evitati gli spostamenti di chi, ad esempio, nei weekend lascia Milano per raggiungere la famiglia o la propria residenza al Sud.

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Coronavirus, Boccia: “Mai più tagli alla sanità”

“Dobbiamo capire che questa crisi non è temporanea, sta cambiando il mondo. Noi italiani ne usciremo ancora più convinti che il diritto universale alla salute è una conquista che ci hanno dato i nostri nonni e che abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri nipoti. Sulla salute non si dovranno più fare passi indietro, non si dovrà mai più risparmiare” dice il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, in un’intervista a “Repubblica”.

In sanità “si sono anche fatti tagli dove non andavano fatti. Fino a un mese fa pensavamo che 5300 posti di terapia intensiva fossero un lusso, ora scopriamo che potremo salvarci, forse, se arriviamo a 15mila”.

“La Lombardia è la regione che ha avuto più materiali di tutti. L’ad di Invitalia Domenico Arcuri – aggiunge – ha garantito altri 200 ventilatori che saranno consegnati a partire da mercoledì prossimo e che si sommano ai 200 già consegnati. Parliamo di risorse aggiuntive rispetto a quanto la regione ha potuto reperire da sola, perché sono solitamente le regioni a occuparsi del fabbisogno sanitario”.

Zangrillo (San Raffaele): “Se ci organizziamo siamo in grado di curare tutti”

“E’ stata descritta una situazione emergenziale, sono stati descritti scenari apocalittici, ora la situazione è seria, però siamo in grado, se ci organizziamo, e noi abbiamo cercato di creare un modello replicabile, di curare assolutamente tutti“. Lo ha spiegato Alberto Zangrillo, primario dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell’ospedale San Raffaele di Milano intervenuto alla trasmissione ‘Che tempo che fa’ su Rai2.

Prodi: “Eurobonds per centinaia di miliardi”

“È arrivato il momento di mettere in atto un salto di solidarietà, di lanciare una strategia europea per impedire una crisi irreversibile che toccherà anche gli altri Paesi europei. La misura da prendere è l’emissione di Eurobonds, come strumento per raggiungere obiettivi comuni. Gli Eurobonds, da una parte sarebbero il segno della solidarietà, ma consentirebbero anche l’ avvio della politica economica e della fiscalità a livello europeo che ancora non esistono”. La proposta arriva da Romando Prodi, in un’intervista alla “Stampa”.

“Per un momento eccezionale servono risorse finanziarie eccezionali – argomenta Prodi – un piano nell’ ordine delle centinaia di miliardi, anche se non possiamo quantificarlo ora perché non sappiamo quanto precisamente durerà questa crisi e quale profondità avrà”. Poi sottolinea che “l’ Europa politica non potrà mai decollare da una teoria, ma dai fatti! Se non capiamo che oggi l’ Eurobond è legittimato politicamente, oltreché tecnicamente, quando lo capiremo? È arrivato finalmente il momento di dotarsi di uno strumento di intervento straordinario che vale per tutti: il titolo pubblico del debito pubblico europeo”.

Coronavirus, verso 25mila casi accertati totali in Italia

Secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile al momento 20.603 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 24.747 i casi totali.  Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 10.043 in Lombardia, 2.741 in Emilia-Romagna, 1.989 in Veneto, 1.087 nelle Marche, 1.030 in Piemonte, 763 in Toscana, 493 in Liguria, 396 nel Lazio, 296 in Campania, 316 in Friuli Venezia Giulia, 367 nella Provincia autonoma di Trento, 199 nella Provincia autonoma di Bolzano, 212 in Puglia, 179 in Sicilia, 139 in Umbria, 128 in Abruzzo, 66 in Calabria, 75 in Sardegna, 56 in Valle d’Aosta, 17 in Molise e 11 in Basilicata. Sono 2.335 le persone guarite. I deceduti sono 1.809, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

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Fonte : Today