Coronavirus, operatore del 118 morto per le conseguenze del contagio

Anche il 118 è stato colpito dal coronavirus. Un operatore di 51 anni del servizio d’emergenza sanitario di Bergamo è morto per le conseguenze del contagio da Covid-19. Lo annuncia l’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate‘ dalla sua pagina Facebook, esprimendo il proprio cordoglio.

“Già nei giorni scorsi – si legge – si sapeva di diversi dipendenti del servizio erano stato contagiati, tanto che nel Soreu delle Alpi» (che ha sede a Bergamo e copre anche Brescia e Sondrio) si erano ammalati una decina di operatori con febbre alta, tosse, sintomi pesanti. Alcuni tamponi hanno dato esito positivo. E così nella notte tra martedì e mercoledì la centrale di Bergamo è stata chiusa per sanificazione e per diversi giorni gli operatori hanno fatto il turno di notte da Milano, tornando poi nella loro sede. Ma uno di loro purtroppo non ce l’ha fatta”.

[embedded content]

Forte è la protesta dei sindacati degli operatori sanitari come spiega l’ADL Cobas Lombardia della Sanità. Diego lavorava a Bergamo sull’amubulanza, aveva 45 anni e una figlia. Diego era un lavoratore preparato, un soccorritore che ha sempre utilizzato i dispositivi di protezione individuali, non era anziano e non aveva altre malattie. Diego era uno dei 700 operatori sanitari, medici, infermieri, soccorritori, oss che già sono stati contaminati.

“Nel nome di Diego chiediamo come operatori della Sanità misure straordinarie di Protezione per tutti i soccorritori e gli operatori sanitari, che dovrebbero indossare sempre i dispositivi di protezione integrali da Covid 19.”

“Già in molte zone il numero dei medici infettati sta diventando significativo e stiamo per ripetere, con gli stessi errori, quanto successo in Lombardia dove vi sarebbero centinaia di professionisti della salute contagiati”.

Gli applausi a mezzogiorno ai medici in prima linea per l’emergenza Coronavirus

Lo denuncia l’Ordine dei medici e odontoiatri di Roma e provincia che torna a chiedere attenzione e tutele per gli operatori sanitari. La richiesta è quella di una regolamentazione nell’accesso agli ambulatori dei medici di medicina generale e della continuità assistenziale.

“Occorre garantire inoltre la consulenza telefonica da parte degli specialisti ambulatoriali ai medici di medicina generale per poter dare continuità all’assistenza ai cittadini con tutte le altre patologie oltre al Covid- 19 e garantire la continuità della cure ai portatori di patologia cronica ed a quelli dimessi dagli ospedali al fine di evitarne il ritorno specie in questo momento dove proprio gli ospedali si stanno sempre più organizzando per ricevere gli acuti ed in particolare i malati di Covid-19 sia in reparti di osservazione, in terapia pre-intensiva e soprattutto intensiva”.

Fonte: ecodibergamo →
Fonte : Today