Coronavirus, Sky e DAZN non obbligate ai rimborsi: decideranno autonomamente

il calcio si è fermato e, mentre l’emergenza sanitaria è ancora altissima, si iniziano anche le riflessioni verso chi è stato vittima ‘sacrificale’ di questo stop forzato: i tifosi. Non solo quelli da stadio ma anche i milioni di spettatori davanti alle televisioni. Tutti gli abbonati, dunque, chi avendo acquistato tagliandi o tessere per la propria squadra del cuore e chi, invece, ha preferito il divano di casa per godersi in esclusiva le partite di calcio. E che adesso, con il fermo assoluto si ritrova “cornuto e mazziato“. Oltre a non poter usufruire di un prodotto per cui ha pagato ad inizio anno, tecnicamente il telespettatore non ha nemmeno il diritto di avere un rimborso.

In questo caso, infatti, subentrerebbe il Codice Civile che verrebbe a salvaguardia delle paytv, nel caso della Serie A, indicate come Sky e DAZN, le due reti che si sono spartite in esclusiva il nostro campionato, oltre i diritti di altre federazioni e di gare internazionali. Chi ha sottoscritto un abbonamento a inizio anno, non ha diritto a essere risarcito perché il tutto è stato causato da situazioni esterne, non “imputabili” a nessuna delle parti in causa. 

La ‘tutela’ arriva dal codice civile

Praticamente, le cause da forza maggiore – la sospensione delle gare per la pandemia da Coronavirus – tutela le tv che hanno i diritti del calcio, a non dover rimborsare i propri abbonati perché la situazione non è stata causata da un loro inadempimento o per loro volontà diretta. A loro volta, Sky e DAZN sono diventate vittima delle decisioni governative. nel contratto generale che un abbonato sottoscrive a inizio stagione, infatti, è ben chiarita l’eventualità in cui il servizio non potrà essere rimborsato: “scioperi, allagamenti, terremoti, incendi ed altri disastri naturali, oltre ad atti e/o omissioni di fornitori di servizi di telecomunicazione o di energia elettrica e in genere di servizi forniti da terzi”

La scelta sarà solamente di Sky e DAZN

Al momento, ci si sofferma qui: potrebbe essere inteso come un tecnicismo, un espediente per evitare i pagamenti, ma è pur sempre una realtà con cui confrontarsi. Dunque, semmai ci sarà rimborso questo avverrà unicamente per eventuale scelta delle dirette interessate, autonomamente. Il rimborso, se ci sarà, verrà effettuato solamente per un possibile ritorno di immagine, per pura finalità di marketing. La legge non lo prevede.

Fonte : Fanpage