Sanità, sindacati in Regione: “Più assunzioni e sicurezza per i lavoratori per contrastare il Coronavirus”

Più assunzioni e a tempo indeterminato. Proroga automatica degli appalti. Più attenzione alla sicurezza dei lavoratori impiegati negli ospedali, dagli infermieri agli operatori delle pulizie. C’è l’emergenza Coronavirus e la difficile tenuta degli ospedali regionali al centro dell’incontro, rigorosamente in videoconferenza, che si è tenuto venerdì pomeriggio tra gli assessori regionali alla Sanità, Alessio D’Amato, e al Lavoro, Claudio Di Berardino, e le segreterie regionali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Tre i temi principali attorno ai quali, per i sindacati, è possibile sviluppare misure per dare al sistema sanitario regionale gli strumenti per reggere la pressione dei queste settimane.

Prima di tutto le assunzioni. Per Cgil, Cisl e Uil le 750 nuove assunzioni promesse dalla Regione Lazio non sono abbastanza. “Abbiamo proprosto di raddoppiarle, arrivando a 1500 unità oltre alle mille che erano già state previste”, spiega a Romatoday Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e del Lazio. In totale “2500 assunzioni da effettuare entro l’estate”. Non solo. Nel mirino c’è anche la forma contrattuale di queste assunzioni d’urgenza che, fino ad oggi, sono state a tempo determinato. “In questo modo tantissime persone già impiegate altrove, magari nel settore privato, rifiutano”.

Su questi due punti “abbiamo riscontrato un’apertura e un primo segnale importante: nel giro di una settimana dovrebbero partire con procedure rapide le prime 300 assunzioni a tempo indeterminato”. Si parte con gli infermieri per i quali, grazie al concorso indetto nei mesi scorsi dall’ospedale Sant’Andrea, è possibile attingere da una graduatoria con circa 7mila idonei. “In quanto alle altre figure professionali necessarie, per le quali non sono stati fatti dei concorsi, attendiamo che ci vengano forniti i numeri dalla Regione Lazio”.

Altro nodo all’ordine del giorno è la sicurezza dei lavoratori attualmente impegnati negli ospedali in prima linea nella cura dei contagiati dal Covid-19. “Qui non basta fornire tutti i dati in merito alla fornitura dei Dispositivi di protezione individuale, che attualmente sono carenti”, spiega Di Cola, “vogliamo che vengano effettuati dei controlli in merito alla situazione, anche con i datori di lavoro delle aziende private come quelle che hanno in appalto le pulizie e la sanificazione. Non possiamo assurmerci il rischio che mentre corriamo per contenere il contagio si ammalano i lavoratori in servizio”.

In merito i sindacati hanno chiesto agli assessori regionali di verificare se il protocollo della Regione Lazio con le misure per prevenire la diffusione del Covid-19 siano in accordo con le circolari emesse dal ministero della Salute in merito. In particolare in relazione al tipo di dispositivi di sicurezza da utilizzare in caso di contatto con pazienti infetti, per esempio non sembra basta utilizzare le mascherine chirurgiche al posto di quelle filtranti, e la necessità di poter sottoporre al tampone tutto il personale esposto al rischio.

Terzo punto all’ordine del giorno una proroga automatica degli appalti fino all’uscita dall’emergenza.

“Nel corso dell’incontro di oggi abbiamo riscontrato un clima di grande collaborazione, siamo pronti a fare la nostra parte affinchè il sistema sanitario regionale venga potenziato”, conclude Di Cola, “ma vogliamo che la gente lavori in sicurezza perché la situazione è grave”. 

Fonte : Roma Today