Coronavirus, “senza mascherine nè guanti”: protestano magazzinieri e driver

Dietro una città vuota, all’apparenza ferma con le scuole chiuse e tanti lavoratori relegati allo smart working c’è chi a casa non può stare. Oltre a commessi e cassieri dei supermercati, anche carrellisti e magazzinieri sono al lavoro nelle ribalte che riforniscono la grande distribuzione alimentare. Regolarmente operativi insieme a corrieri e riders, questi ultimi a Roma pronti a fermarsi ed evitare un “virus a domicilio” attraverso il food delivery. 

Coronavirus, da Amazon a TNT protestano magazzinieri e driver

Si perché nel pieno dell’emergenza Coronavirus nei settori della logistica e dei trasporti cresce il malumore. E’ così nello stabilimento di Amazon a Passo Corese dove è stato proclamato lo stato di agitazione con consegne e spesa a domicilio a rischio rallentamento. 

Non solo. Nei giorni scorsi “vista l’assenza delle dovute precauzioni di sicurezza”, quindi mascherine e guanti monouso, le proteste hanno attraversato i magazzini di GLS a Rignano Flaminio con i lavoratori fermi per due ore; quelli della SDA e di TNT. Nello stabilimento di Guidonia di BRT, l’ex corriere espresso Bartolini, per evitare lo sciopero l’azienda ha fornito ai dipendenti guanti, mascherine idonee e termometri per misurare eventuali febbri. 

“In molte realtà stanno protestando perché senza mascherine, guanti e igienizzanti. Vogliamo lanciare un grido d’allarme affinché questi lavoratori vengano tutelati. Vogliono fermarsi e se si fermano loro – avvisa Rocco Lamparelli, responsabile trasporto merci del Pd – mancheranno approvvigionamenti alimentari e altro”. 

L’USB indice sciopero nazionale logistica

Ma una parte della logistica è pronta ad incrociare le braccia. L’USB ha indetto uno sciopero, “a far data dal 13 marzo un primo pacchetto di 48 ore di sciopero generale del settore logistica non essenziale” – scrive il sindacato. Alla base della scelta la volontà di salvaguardare la salute dei lavoratori per i quali “nella maggioranza dei casi non vengono forniti gli strumenti minimi di protezione individuale e sono poche le aziende che sanificano gli ambienti di lavoro”. L’Unione Sindacale di Base chiede “il blocco temporaneo di tutte le attività produttive del settore logistica ad eccezione di quelle strettamente collegati alla distribuzione dei beni primari ed essenziali; l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, con l’integrazione piena del salario; l’adozione e il controllo degli organi preposti di tutte le misure necessarie corrispondenti ai livelli di rischio legato delle specifiche situazioni lavorative”.

Coronavirus, protestano facchini e driver

Oltre ai magazzinieri scontento e timore anche per facchini e driver. “E’ chiaro che questa situazione di emergenza è stata scaricata su un ristretto gruppo di lavoratori ai quali spesso mancano i dispositivi di sicurezza individuali. Il problema è diffuso. Vanno certamente garantiti i servizi essenziali come le consegne di beni di primaria necessità e dei medicinali, non di quelli futili o superflui perfettamente rimandabili. E’ necessario – ha detto Alessandro Antonelli di Flit Cgil – pensare alla salute dei lavoratori e tutelarli”.

Un invito che arriva anche dalla Filt Cisl che si riferisce in particolar modo ai corrieri. “E’ inaccettabile che in questo momento rider e driver continuino ad essere pervicacemente trattati come imprenditori: a molti di loro viene richiesto di procurarsi in proprio mascherine e dispositivi di protezione. In un momento in cui, come non mai, la loro attività è essenziale per il Paese e la cittadinanza, serve un tavolo con le aziende, le istituzioni e il sindacato per prevedere tutele adeguate” – l’esortazione del segretario generale della Fit-Cisl di Roma e Lazio, Marino Masucci.

“L’emergenza in atto può e deve essere l’occasione per riflettere sull’importanza dell’attività di lavoratori che sono considerati e trattati come l’‘anello debole’ del processo economico. In questi giorni difficilissimi, i corrieri stanno svolgendo un servizio fondamentale per la collettività, ma devono farlo nella più totale sicurezza, propria e altrui. Non permetteremo che si sottostimi il rischio a cui questi lavoratori e le loro famiglie si espongono”.
 

Fonte : Roma Today