Brexit: cosa cambia nel settore spedizione merci

SpedireAdesso.com, rinomato spedizioniere online che opera da anni nel settore del trasporto merci, ed esperto di spedizioni in Regno Unito (l’80 % dei servizi erogati interessa proprio la Gran Bretagna, con spedizioni in Regno Unito e dal Regno Unito all’Italia), ci ha aiutato a capire quali potrebbero essere le ripercussioni che la Brexit avrà sull’import export e quali i cambiamenti che potrebbero essere attuati nella gestione delle spedizioni da e per il Regno Unito. Ricordando, però, che si tratta solo di supposizioni in quanto sia Boris Jhonson che il Parlamento europeo hanno espresso apertamente la volontà di gestire i termini dell’uscita mantenendo rapporti amichevoli con gli altri Stati Membri, e in modo tale da limitare al minimo i disagi.

Le possibili conseguenze della Brexit riguardano innanzitutto nuove procedure per l’ingresso in Regno Unito e una maggiore difficoltà per gli italiani a vivere, studiare e lavorare in Uk, ma anche cambiamenti nella gestione dell’import export e delle spedizioni merci, appunto. 

Ad esempio, quei privati che vivono in Uk e i loro amici e parenti siti in Italia che effettuano interscambi di alimenti, documenti, abbigliamento o tutto ciò che può servirgli, tramite corrieri espressi, potrebbero avere in un futuro post Brexit alcune difficoltà. 

Non essendo più membro dell’Unione Europea, il Regno Unito viene visto da corrieri e spedizionieri come una destinazione extracomunitaria, pertanto il primo cambiamento potrebbe riguardare l’aumento dei costi di spedizione. 

Inoltre, il patto di libero scambio di merci tra gli Stati Membri dal quale era vincolato adesso viene meno, pertanto la circolazione di merci al suo interno dovrà essere regolamentata da nuove direttive che prevedono controlli più ferrati, limitazioni nell’introduzione di merci e pagamento di dazi. Tutto questo può essere tradotto con un termine: dogana. Nella più probabile delle ipotesi tutte le merci che entreranno o usciranno dalla Gran Bretagna dovranno passare dalla dogana ed essere sottoposti a precisi controlli. 

Secondariamente, i controlli doganali farebbero allungare i tempi di consegna di almeno 1 giorno lavorativo in più. 

Per il transito in dogana sarebbero poi necessari ulteriori documenti di accompagnamento alla semplice etichetta di spedizione, quali Dichiarazione di libera esportazione e Fattura Pro Forma. Si tratterebbe quindi di procedure più complesse, lunghe e care, delle quali SpedireAdesso.com sta istruendo accuratamente i propri clienti attraverso un vademecum in costante aggiornamento su Brexit e spedizioni presente sul proprio sito e campagne di email marketing. 

Conseguenze post Brexit nel settore del trasporto merci riguarderebbero anche tutte quelle aziende italiane che esportano merci in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Il Regno Unito, infatti, rappresenta la 3° destinazione dell’export italiano, ed il pagamento di dazi per le merci esportare in Uk di certo non farà che intaccare l’economia di quelle aziende protagoniste dell’export. C’è chi pensa, addirittura, che queste potrebbero attuare come soluzione più efficace la creazione di nuove sedi aziendali in Uk, facendo però, così, accrescere ancor di più il mercato inglese, fornendogli nuovi posti di lavoro e aumentando i loro fatturati. 

Nella manovra per uscire dall’Unione Europea del Governo inglese c’è certamente una forte convinzione nel poter “fare anche da soli” e una strategia mirata volta ad accrescere il proprio potere economico e politico, ma non sappiamo con esattezza se il Regno Unito voglia davvero farlo a discapito di tutti gli altri Stati. 

L’unica cosa sicura al momento è che Londra e Bruxelles hanno 11 mesi di tempo per contrattare i termini dell’accordo e che durante questo tempo tutto continuerà ad essere gestito alla vecchia maniera, anche nel settore del trasporto merci.

Fonte : Today