Coronavirus, come funzionano i test

L’infezione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA) che provoca la malattia Covid-19 si può scoprire attraverso uno specifico test a cui vengono sottoposte le persone per cui si sospetta un possibile contagio. L’ormai noto tampone è però soltanto l’ultimo passaggio di una procedura che comincia con alcune precise domande volte a capire se il rischio di aver contratto il virus sia reale o meno (TRASMISSIONE SENZA SINTOMI: PARLANO GLI ESPERTI). Ad esempio, i pazienti devono rispondere a quesiti come “sei mai stato in Cina?” o rivelare contatti avuti con persone potenzialmente infette. Solo una volta completata questa fase, se il pericolo di infezione da coronavirus è concreto si procede al test, che può dare riscontro entro poche ore.

Test coronavirus: tutti i passaggi

I test per verificare la presenza di un’infezione da coronavirus (DOMANDE E RISPOSTE SUL CORONAVIRUS) iniziano con un tampone che viene eseguito sul paziente. Il campione ottenuto viene poi trasferito a un laboratorio microbiologico di primo livello dove sono necessari alcuni step per prepararlo alle analisi. In primis viene utilizzato un “primer”, ovvero un reagente che secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, “funge da chiave per il riconoscimento del virus” poiché “contiene le sequenze molecolari del virus” ed è “programmato per riconoscere l’Rna del virus e per agganciarsi a esso”. In seguito, il test richiede l’utilizzo di una macchina simile per dimensioni a una stufetta elettrica, nella quale viene inserito il campione per sottoporlo a un metodo noto come “Reazione a Catena della Polimerasi” (Prc). Questo passaggio risulta determinante poiché, consentendo l’amplificazione dei microrganismi virali, in caso di esito positivo porta il virus a comparire nello stesso materiale biologico di partenza. I risultati vengono ottenuti in qualche ora, molto più rapidamente e con più sensibilità rispetto ad altre tecniche microbiologiche. L’esito positivo del test per il coronavirus SARS-CoV-2 (I CONSIGLI DEL MINISTERO DELLA SALUTE) richiede in ogni caso una seconda verifica, con la ripetizione dei procedimenti secondo tecniche standardizzate. Tuttavia, non è escluso che in caso di epidemia o di focolai di dimensioni significative i test vengano resi più rapidi per favorire un monitoraggio della situazione in tempi più stretti.

Fonte : Sky Tg24