Casa, dopo il voto alla Pisana parla Valeriani: “Mai più scene come quelle dello sgombero di Primavalle”

Da una parte la regolarizzazione per le famiglie che vivono senza titolo nelle case popolari, per una stima di circa 5mila aventi diritto. Dall’altra la possibilità per Comuni e Ater di incrementare del dieci per cento la quota di alloggi per dare risposte alle famiglie sotto sgombero. La legge sul collegato al bilancio approvata nella notte dal Consiglio regionale alla Pisana contiene anche due attese misure in tema di casa. Romatoday ne ha parlato con l’assessore alle Politiche abitative, all’Urbanistica e Rifiuti della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani.

Il collegato al Bilancio contiene due provvedimenti importanti sul tema abitativo. È soddisfatto?

Il primo consente di mettere gli enti locali nelle condizioni di utilizzare lo strumento della soluzione temporanea degli alloggi di edilizia residenziale pubblica per fronteggiare il problema delle occupazioni illegali. Questo significa aver raggiunto un risultato straordinario, ossia equiparare due necessità importanti da tutelare: la prima è il ripristino della legalità e la seconda, altrettanto importante, è il rispetto della dignità umana. Ci siamo battuti affinché scene come quelle dello sgombero di via di Cardinal Capranica non fossero più all’ordine del giorno. Senza strumenti il fenomeno delle occupazioni a Roma non si può gestire. Con questa norma consentiamo ai comuni, alle Ater e alle Ipab di mettere a disposizione alloggi, in modo temporaneo ma sicuro, per persone che vivono in quelle condizioni. Quindi, mai più sgomberi con l’uso della forza pubblica. Inoltre vorrei precisare un aspetto in merito alla posizione del centrodestra.

Lega e Fdi hanno attaccato duramente questo provvedimento.

Abbiamo mutuato questa norma dalla regione Veneto a guida Zaia che nel 2017 ha approvato un provvedimento analogo all’articolo 44 della legge 39. La strumentalità di certe posizioni politiche è ridicola. Va bene in Veneto ma se la facciamo nel Lazio viene contestata e il centrodestra si risente. Con questa norma azzeriamo gli aspetti della circolare Salvini che ripristinava la legalità senza occuparsi del tema delle persone.

Il provvedimento rende possibile utilizzare il 10 per cento degli alloggi popolari da assegnare. Per rendere effettiva la disponibilità di case, la Regione Lazio lavorerà anche per stanziare dei fondi per questo scopo?

Abbiamo già le case dell’Ater.

Fino a oggi non sembrano essere state abbastanza.

Oggi stiamo dando una notizia importante. La Regione ha approvato questa norma che ci permette di fronteggiare le emergenze più immediate. Poi penseremo a un piano per stanziare risorse per finanziare dei programmi. Siamo l’unica regione che ha stanziato 70 milioni di euro per un programma da 710 nuovi alloggi in tre anni, 200 dei quali sono già stati realizzati nel 2019. Se l’obiezione è ‘dovete fare più case’, noi le stiamo già facendo.

Passiamo alla sanatoria. Perché era arrivato il momento di pensare a una regolarizzazione degli occupanti?

L’ultima sanatoria è stata nel 2007. Oggi ci sono migliaia di persone che presentano i requisiti per essere regolarizzati ma che vivono in queste case senza titolo. Abbiamo mappato il disagio cittadino: 12mila persone sotto sfratto, altre 12 mila nelle occupazioni illegittime, 30mila persone in difficoltà con il pagamento degli affitti. Se non affrontavamo anche questo problema rischiavamo di avere 10mila persone fuori dagli alloggi di edilizia residenziale pubblica senza nessun tipo di soluzione.

In cosa consiste questa sanatoria?

Stiamo parlando di una regolarizzazione amministrativa che hanno voluto in tanti, dal centrosinistra passando per M5S e Fdi, che va a legalizzare solo coloro che hanno i requisiti per essere regolarizzati. Quindi non coinvolge chi ha redditi troppo alti o chi ha occupato una casa già assegnata ad altri. Rientra solo chi ha determinate pecularità. Non solo. Coloro che ne hanno diritto devono corrispondere delle indennità. Risorse straordinarie che costituiscono anche una boccata d’ossigeno per gli enti gestori, dalle Ater ai comuni.

Non solo il reddito. Tra i criteri c’è anche il tempo: avranno diritto solo coloro che hanno occupato prima del 23 maggio 2014.

Sì, perché il decreto Lupi impedisce a chi occupa di avere la residenza e uno dei requisiti per la regolarizzazione è quello di avere la residenza anagrafica per dimostrare di stare dentro a un appartamento entro una certa data. Dopo l’entrata in vigore del decreto Lupi questo non è stato più possibile e siccome si tratta di una norma nazionale per noi è stata condizionante.

Sono passati sei anni dal 2014. Non temete che troppe persone rischiano di restare fuori dalla regolarizzazione? E in relazione alla legge Lupi, visto le difficoltà che genera a chi vive in disagio abitativo, non pensa sia arrivato il momento di rimetterla in discussione?

Nel testo della sanatoria abbiamo previsto dei bandi speciali per permettere anche a queste persone di regolarizzarsi. Io non posso modificare una legge, è un tema nazionale, e finché c’è non la possiamo ignorare.

Sempre in questi giorni, con il Milleproroghe sono stati stanziati fondi per i piani di zona. Come funzionerà?

Grazie all’iniziativa della regione è stato scritto un emendamento che consente lo sblocco di 56 milioni di euro di risorse per i piani di zona che utilizzeremo per completare quei piano partiti e non completati. Li useremo per realizzare opere di urbanizzazione in quelle aree di periferia abbandonate a se stesse. Per noi è molto importante, significa cambiare il volto della città.

Sempre in tema piani di zona, è stato approvato anche un emendamento che rende possibile il blocco degli sfratti per gli interventi oggetto di revoca dei finanziamenti, di decadimento delle concessioni o al centro di procedimenti giudiziari. Come Regione vi impegnerete a rendere effettiva la possibilità di questo blocco?

Anche questo è un emendamento che ci sta a cuore. La Regione ha anche iniziato a fare le revoche dei finanziamenti agli operatori inadempienti e ai quali sono state evidenziate grandi irregolarità. Anche in questo caso si tratta di una norma del Governo. Il prefetto deve solo attivarla. 

Fonte : Roma Today