Coronavirus, chi ha sintomi chiami il 118 e non vada al pronto soccorso

Il sindaco di Codogno ha invitato i cittadini a restare a casa dopo il caso confermato di Coronavirus. 21 February 2020. ANSA/ ANDREA FASANI

Dopo il focolaio di coronavirus accertato in Lombardia si cerca di contenere i contagi. La raccomandazione delle autorità è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di pronto soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118.

Una ordinanza firmata oggi dal ministro della Salute prescrive inoltre la quarantena a casa, “per chi rientra dalla Cina” ma anche per tutte le persone che abbiano avuto un “contatto” con i pazienti certificati positivi al coronavirus che provoca la Covid-19 e la “sorveglianza attiva” per tutte le persone che siano state nelle “aree a rischio” nelle ultime due settimane.

Il provvedimento precisa che “per tutti gli individui che, negli ultimi quattordici giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, l’autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all’adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”. In presenza di condizioni ostative, l’ordinanza prevede “misure alternative di efficacia equivalente”.

Inoltre il provvedimento stabilisce l’obbligo di comunicare al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente di aver soggiornato nelle aree soggette a casi di coronavirus.

Coronavirus, nuovi casi di contagio

Sono sei i nuovi casi confermati di coronavirus: due dei sei positivi al coronavirus nel Lodigiano sono già all’ospedale Sacco di Milano,  e altre tre sono in fase di trasferimento. Il cosiddetto paziente uno, cioè il 38enne ricoverato in terapia intensiva a Codogno, è invece in condizioni tali che rendono più complicato il trasporto. I due già al Sacco sono la moglie del 38enne, incinta e in buone condizioni, e un amico che svolgeva attività sportiva con lo stesso 38enne.

Sono al Sacco anche il presunto caso indice, un amico del 38enne già rientrato dalla Cina ma senza sintomi e negativo al test.

A Roma all’ospedale Spallanzani restano tre i casi confermati di COVID – 19: la coppia di turisti cinesi ed il giovane rientrato dalla Cina che era in quarantena alla Cecchignola.

Coronavirus, guarito giovane ricercatore italiano

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha avvertito che la “finestra” per contenere l’epidemia di coronavirus si sta “restringendo”.

“Abbiamo invitato la comunità internazionale ad agire rapidamente – avverte Tedros Adhanom Ghebreyesus da Ginevra – ma non è quello che stiamo vedendo”.

Particolarmente grave la situazione in Iran dove il nuovo coronavirus si è diffuso da Qom, nel sud dell’Iran, a numerose altre città tra cui la capitale Teheran.

“C’è la possibilità che esista in tutte le città nel Paese – ha detto ha detto Minnou Mohraz, membro della Commissione nazionale per le Malattie infettive – Il ‘paziente zero’ della diffusione del coronavirus in Iran potrebbe essere un lavoratore cinese attivo a Qom e che aveva viaggiato in Cina. E’ chiaro che il nuovo coronavirus si è diffuso nel Paese e probabilmente la fonte di questa malattia sono stati lavoratori cinesi impiegati nella città di Qom e che hanno viaggiato in Cina”.

Fonte : Today