Spazzini di quartiere, servizio a rischio prima della partenza: sono tutti “lavoratori inidonei”

Ama punta sugli spazzini di quartiere ma il mini esercito di operatori, i primi 50 su un totale di 220 in futuro, rischia di rimanere ai box. Ad essere destinati all’attività di “spazzamento leggero” 41 lavoratori di Ama che, inidonei permanenti, sono stati così ricollocati rispetto alle loro pregresse mansioni. Nel piano dell’azienda dovranno affiancare l’altro personale operativo nella pulizia in particolare di luoghi e piazze ad alta frequentazione. 

Spazzini di quartiere? La Cgil: “Operazione spot”

“Un’operazione spot e finta” – tuona Alessandro Russo, sindacalista di Fp Cgil Roma e Lazio. “In alcuni casi si tratta di lavoratori affetti da gravi patologie, difficile immaginare che possano tornare a lavorare in strada. Questa decisione creerà più contenziosi che servizi ai cittadini. E dire che da oltre un anno al tavolo aziendale – spiega ancora Russo – si sollecitava da più parti proprio la loro ricollocazione”. 

La richiesta dei sindacati era però quella di destinare i 41 a mansioni più idonee come quelle di eco informatori, portieri e attività di contatto con il pubblico. “Di spazi a disposizione l’azienda ne ha eppure ha preferito una ricollocazione tardiva, annunciata ai giornali, umiliando queste persone e arrivando persino a modificare il loro orario di lavoro in barba agli accordi aziendali”. 

Parla di “fervore padronale” la Cgil che si scaglia anche contro quei “trasferimenti poco trasparenti” che violerebbero il contratto nazionale. “Il tutto – scrive il sindacato – avviene nel peggiore pantano delle relazioni sindacali che si ricordi da anni, con una voluta stasi dei tavoli che, va detto, si accompagna ad una assoluta stasi aziendale”. 

Spazzini di quartiere: la ricollocazione per 41 inidonei

Un quadro disastroso. “Eppure – conclude Russo – nonostante la gravità della situazione dell’azienda, la priorità, invece che avere pezzi di ricambio nelle officine e mezzi in strada, sembra essere divenuta la ricollocazione di questi 41 operatori. Una mera trovata di facciata con Ama che invece che trovare gli spazzini nel quartiere li ritroverà probabilmente in tribunale”. 
 

Fonte : Roma Today