Abbiamo sottoposto tre famosi caschi per la realtà virtuale a uno stress test

Se è vero che chi rompe paga, sempre meglio pagare per qualcosa che non si rompe: qui tre virtual reality headset sono maltrattati per una buona ragione, testarne la tenuta in condizioni estreme

Ci hanno promesso esperienze virtuali nel salotto di casa, ma la verità è che, per una serie di motivi, i caschi per la realtà virtuale non hanno ancora sfondato del tutto sul mercato (o almeno, non in quello di massa). Tuttavia, alcuni di essi sono pregiatissimi pezzi di tecnologia e in questo episodio del format di Wired Usa Battle Damage, alcuni dei modelli più famosi vengono messi a dura prova.

I protagonisti del video, Justin Jonson e Erick Beck, lanciano da diverse altezze svariati tipi di dispositivi, sottoponendoli a uno stress test sulla loro resistenza. In questo caso, a essere scagliati al suolo sono rispettivamente Oculus Rift DK2, Samsung Gear Vr (modello 2014) e Nintendo Virtual Boy (il quale, purtroppo, è passato alla storia come un epic fail della casa). E diciamo pure che il device di casa Samsung se la cava piuttosto bene: resiste alquanto, anche lanciato da quasi cinque metri di altezza. Dopo ogni prova, infatti, i device vengono anche provati per capire se funzionano regolarmente.

Occhio al terzo step, quello della distruzione totale. In questo caso, l’headset di Samsung, ad esempio, viene colpito con forza con una mazza da baseball. Sono cose brutte da vedere, ma quando paghiamo un device paghiamo anche la sua resistenza e quindi la durata: meglio essere consapevoli. Se è vero che chi rompe paga, sempre meglio pagare per qualcosa che non si rompe.

Fonte : Wired